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Austerity musulmana

La mazzata nel cuore dell'islam estremista: perché il governo ha licenziato 10 mila imam

A Verona apre una scuola di imam

Sono lontani i tempi in cui i proventi del greggio garantiva all' Arabia Saudita sperpero di denaro pubblico. La spending review è arrivata anche nella più ricca monarchia del Golfo, primo produttore di petrolio del mondo, con i tagli che si abbattono pure laddove, fino a un paio di anni fa, era impensabile: la religione. Ed è così che nella culla del wahabismo, la versione dell' islam sunnita ultra-conservatrice, il governo annuncia il licenziamento di 10.000 imam supplenti, cioè sostitutivi, in quanto non ricoprono l' incarico di guida della moschea a tempo pieno.

La notizia arriva dal quotidiano in lingua inglese Saudi Gazette ed è ripresa dalla tv Al Arabiya, tradizionalmente vicina a Riad, che cita numeri e fonti del ministero per gli Affari religiosi. Conti alla mano un imam «supplente» costa al regno uno stipendio mensile di 3.000 riyal al mese (circa 700 euro), per un costo complessivo, tra contributi e indennità, pari a 360 milioni di riyal (circa 85 milioni di euro).

Alla base di questa decisione c' è la volontà di risparmiare e di evitare le proteste della popolazione. «Molti hanno criticato il ruolo degli imam sostitutivi», ha riferito la fonte ministeriale, «sostenendo che non fanno niente di utile. Per questo il ministero sta cambiando l' incarico di lavoro e i loro compiti, preferendoli ai "predicatori cooperativi", che svolgono diverse funzioni, anche fare i sermoni quando necessario». In particolare Riad vuole scongiurare che l' incarico di imam diventi una sorta di facile secondo lavoro che però non viene svolto: per evitare il licenziamento gli imam supplenti potranno scegliere di diventare di ruolo, impegnandosi tutto il giorno in moschea, in particolare durante le cinque preghiere obbligatorie nell' islam, da prima dell' alba a dopo il tramonto. La riforma riguarda anche il capitolo delle ferie, con le moschee rimaste spesso senza guida, e quello degli studi, con gli imam che devono essere più istruiti e qualificati, poiché con l' aumento del numero di moschee costruite o da costruire non si sta affiancando una quantità, e una qualità, tale di imam.

L' annuncio del ministero per gli Affari religiosi è l' ultimo di una serie in cui l' Arabia Saudita svela il volto di un Paese alle prese con il risparmio di soldi pubblici: col crollo del prezzo del petrolio non è più possibile mantenere il tenore di vita del passato. Tra le altre misure che riguardano sempre il delicatissimo settore religioso, anche il progetto di affiancare accanto al visto per il pellegrinaggio alla Mecca, anche quello turistico, più lungo, in modo tale che i fedeli, dopo le tappe nei luoghi santi, possano muoversi nel Paese e visitare (spendendo) le altre città.

Enrica Ventura

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Commenti all'articolo

  • solitario48

    04 Settembre 2016 - 11:11

    Se la memoria non m'inganna, prima della nomina di Errani (a proposito:dopo il terremoto in Emilia su 66.000 domande di risarcimento, in 4 anni ne sono state accolte MILLE) avevano detto che occorreva un mese per fare arrivare le casette e poi altri due mesi per gli allacci di acqua, fognatura, telefoni ecc. ora invece -come sempre è accaduto- si parla di 7 mesi:campacavallomaall'EMILIAchicipensa

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