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La riunione ad Atene

Il vertice che fa infuriare i tedeschi. Le minacce da Berlino a Renzi e soci

Il vertice che fa infuriare i tedeschi. Le minacce da Berlino a Renzi e soci

Sulla necessità di avere nell’Ue un processo di convergenza "più vincolante" e sull’opportunità di creare meccanismi comuni di capacità di bilancio si è registrata una "sostanziale differenza di vedute" tra i ministri dell’Unione riuniti nell’Ecofin informale, pertanto occorrerà "lavorare di più per costruire un consenso". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, oggi in conferenza stampa a Bratislava dopo la riunione.

"Bisogna rilanciare il processo di convergenza - spiega Dombrovskis - e ripristinare la fiducia reciproca all’interno dell’Eurozona. Una domanda è se ci sia bisogno, in ultima analisi, di un processo di convergenza più vincolante, costruito attorno a dei parametri concordati. Il rapporto dei cinque presidenti cita alcune aree su cui puntare: mercato del lavoro, competitività, ’ambientè in cui operare per le imprese, pubblica amministrazione, politiche fiscali". 

"Per ripristinare la fiducia - continua il vicepresidente della Commissione Europea - è anche importante che le regole in vigore vengano rispettate. Il secondo elemento è un sistema finanziario integrato ed efficiente. Per questo dovremmo dare priorità al completamento dell’unione bancaria e del mercato dei capitali. La Commissione Europea creerà presto un gruppo consultivo di esperti dedicato alla questione, che ci aiuterà a redigere un Libro bianco, che comprenda diverse opzioni per sviluppare l’unione economica e monetaria nel lungo termine".

"Intendiamo pubblicarlo nella primavera del 2017. La discussione di oggi ha fornito input molto utili e una direzione per fare riflessioni. Tuttavia, si tratta di questioni sensibili, sulle quali le vedute differiscono in modo sostanziale, quindi è necessario lavorare di più per costruire consenso in queste aree", ha concluso Dombrovskis.

Oggi i ministri hanno parlato anche di revisione della spesa: tuttavia, anche se si è riscontrato un certo interesse, è ancora presto per pensare che possa essere incorporata nei meccanismi del semestre europeo. È stato chiesto all’Italia di presentare la propria esperienza. Per quanto concerne l’indice di spesa, i lavori sono in corso da parte della Commissione. Oggi sono stati presentate delle risultanze preliminari ma, anche in questo caso, è presto per parlare di implementazione. Nel dibattito non si è parlato, se non tangenzialmente, di come riformare il patto di stabilità, ma di se e come creare strumenti di capacità di bilancio. Nonostante una maggioranza dei Paesi e alcune istituzioni (la Commissione Europea, l’Esm e la Bce) siano favorevoli, una minoranza dotata di maggiore peso politico si è detta contraria, cosa che non induce all’ottimismo sul futuro della discussione. Si è parlato anche di una indennità di disoccupazione europea, giudicata positivamente da molti Paesi. Altri hanno ipotizzato strumenti orientati agli investimenti, altri ancora alle spese per migranti e sicurezza

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Commenti all'articolo

  • Leopard47

    10 Settembre 2016 - 10:10

    quante parole al vento tanto comandano i Krukki a casa nostra, i nostri politicanti non anno le palle per farsi valere in Europa. le anno solo con noi per farsi lautamente mantenere. BUFFONI

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