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"Non chiamare prostitute le prostitute": ecco a voi la Boldrini d'Europa

Manuela Carmena

Le prostitute, d’ora in avanti, dovranno essere chiamate «donne in situazione di prostituzione», e i loro clienti dovranno essere descritti come «prostitutori». L’ultima iniziativa del politicamente corretto dominante viene da Madrid, dove il sindaco in quota Podemos, Manuela Carmena, ha appena sfornato un opuscolo volto a rieducare la stampa secondo i dogmi del correttismo. Edito in occasione della giornata mondiale contro lo sfruttamento sessuale e la tratta dei minori, il manualetto, oltre all’invito a utilizzare una terminologia «corretta» quando si parla di prostituzione, raccomanda ai giornalisti di non mostrare immagini di donne che si prostituiscono in atteggiamenti provocatori o mentre vengono fermate dalla polizia. Dopo il «natale multiculturale», Manuela Carmena continua così a sfornare iniziative a dir poco discutibili.

Ma l’alcaldesa di Madrid, seconda solo al presidente della Camera italiano, Laura Boldrini, ha illustri imitatori in tutta Europa e in particolare in Francia, dove la ministra dell’Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, si classifica al primo posto in termini di correttismo. Già da ministra per i Diritti delle donne, la Belkcem si era fatta notare più per le sue boldrinate che per altro. Per ridurre la sperequazione salariale tra uomini e donne, nell’aprile 2014, aveva deciso di lanciare un’applicazione, «Leadership pour elles», in grado, secondo lei, di lottare contro il «sessimo imperante». Due mesi dopo, aveva fortemente sostenuto la «carta etica» dell’Association des journalistes Lgbt, sorta di manualetto di rieducazione linguistica per far parlare tutta la stampa in omosessualmente corretto. Ma è da quando è stata promossa ministra dell’Istruzione che la Belkcem dà il suo meglio.

Il mensile Causeur si era divertito nel 2015 a chiedere ai suoi lettori se parlassero il «Valls-Belkacem», sorta di neolingua incomprensibile prodotta dai burocrati di Matignon e rue de Grenelle (rispettivamente sede del primo ministro e del ministero dell’Istruzione), per rendere manifestamente la vita impossibile agli studenti. Ecco qualche esempio. «Andare in piscina» non si può più dire secondo la nuova riforma scolastica firmata Belkacem, bisogna invece parlare di «milieu acquatico profondo e standardizzato», dove al posto di «nuotare» si «attraversa l’acqua in equilibrio orizzontale attraverso un’immersione prolungata della testa». Uno scherzo? Ecco altri esempi. Correre non si dice più, si dice «creare della velocità», e combattere è bandito, meglio «vincere contro un avversario imponendo una dominazione corporale simbolica e codificata». E pensare che il Conseil supérieur des progammes (Csp), aveva definito i programmi scolastici «più semplici».

di Mauro Zanon

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Commenti all'articolo

  • frabelli

    13 Ottobre 2016 - 18:06

    Siamo alla follia. Ora non si possono più chiamare come sono ma bisogna fare dei discorsi contorti. Le chiamiamo puttane ed abbiamo chiuso il discorso.

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  • ketaon_01

    29 Settembre 2016 - 11:11

    Boldrini è un portatore sano di demenza. Il paziente zero. Non fermiamola che ci divertiamo.

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  • bozzicolonna

    27 Settembre 2016 - 12:12

    di boldrinate è sempre stato pieno il mondo ma adesso siamo a livelli stellari....dobbiamo imparare a convivere con questi deficienti.. ma senza lasciarci sopraffare.

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  • bozzicolonna

    27 Settembre 2016 - 12:12

    come aveva ragione Miglio!!!... i parassiti ci stanno soprafaccendo!!! dio!!! quanto sono idioti / idiote!!!. Ormai davvero possiamo solo sperare solo nei migranti, sopratutto mussulmani.. che quelli.. una volta che saranno davvero qui taglieranno le palline a quei coglioni lì e cuciranno la figa alle boldrine

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