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In picchiata

Dite pure addio ai bordelli in Svizzera: che cosa succede oltre la frontiera

Dite pure addio ai bordelli in Svizzera: che cosa succede oltre la frontiera

La rivalutazione del franco svizzero a tutto svantaggio dell'euro non ha danneggiato solo l'esportazione dei beni di lusso, ma anche uno dei servizi più richiesti dagli italiani al Canton Ticino: la prostituzione legalizzata. Come riporta Repubblica, una volta il cantone elvetico era un vero e proprio paradiso per gli italiani in cerca di compagnia a luci rosse. Questo fino al 2008, quando in seguito alla crisi finanziaria l'euro ha cominciato a deprezzarsi, i frontalieri del sesso a farsi sempre più rari e il giro d'affari dei bordelli a norma di legge a sgonfiarsi.

Dai quasi duemila locali a luci rosse di otto anni fa in tutta la Svizzera (che, con 4 miliardi di franchi annui e 125mila clienti, fatturavano circa l'1% del PIL elvetico complessivo), ora ne rimangono novecento. E a perderci non sono solamente gli imprenditori dell'hard, ma le stesse ragazze: "Quando l’euro valeva molto una prostituta incassava 150 franchi per prestazione, che sono scesi a 100 con la svalutazione della moneta europea. Fatto sta che, attualmente ci sono nel Ticino 7 locali legali e almeno 3 illegali, mentre un tempo se ne contavano 30" ha spiegato il criminologo ed esperto di prostituzione Michel Venturelli.

E in effetti un altro motivo del calo della presenza di locali a luci rosse è la maggiore attenzione della magistratura ticinese al rispetto delle norme. Con la conseguenza che molte ragazze sono andate all'estero e altre sono finite sui marciapiedi della Svizzera tedesca e che i clienti italiani, dopo essersi visti domandare sempre più spesso documenti d'identità, hanno continuato a sparire.

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