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Domani i funerali

Una folla saluta la salma di Chavez
Il dittatore sarà sepolto vicino a Bolivar

Una folla saluta la salma di Chavez
Il dittatore sarà sepolto vicino a Bolivar

In attesa dei funerali che si svolgeranno domani, la salma del presidente venezuelano Hugo Chavez è stata deposta nella cappella ardente dell'Accademia militare di Caracas dove il popolo gli potrà rendere un ultimo omaggio e dove sono già passati il presidente ad interim, Nicolas Maduro, ma anche capi di Stato dei Paesi latino americani (il boliviano Evo Morales, la presidente argentina Cristina Kirchner e quello uruguayano, Jose Mujica), già giunti a Caracas. 

L'esaltazione della folla - Scortata dai familiari di Chavez (le tre figlie, il figlio Huguito e una nipote), da membri del governo e soprattutto da centinaia di migliaia di sostenitori, la bara aveva attraversato mercoledì pomeriggio le strade della capitale: oltre 6 chilometri - dall’ospedale militare fino all’accademia - percorsi in sette ore, tra gli applausi e le grida di esaltazione della folla. Una volta arrivata all’Accademia, i soldati della Guardia d’onore hanno rimosso i fiori e oggetti lanciati dalla folla sulla bara, e si è svolta una breve cerimonia religiosa, presente la madre del caudillo Elena, con il volto coperto da un fazzoletto bianco. 

Passato e futuro politico -  Proprio nell’Accademia militare nacque la vocazione politica di Chavez, ex ufficiale, diventato leader della sinistra latino-americana, alla guida del Venezuela per gli ultimi 14 anni. Il Parlamento ha già fatto sapere che farà tutto il possibile affinché il suo caudillo riposi nel Pantheon nazionale, nel centro di Caracas, dove si trova già la tomba del libertador Simon Bolivar. Per Maduro, che aveva guidato la processione - il volto cupo, indosso i colori della bandiera nazionale - è stato in effetti il debutto della campagna elettorale. L’opposizione lavora agli scenari elettorali, in vista del voto, e - secondo fonti anonime - ha già scelto il candidato, il governatore dello stato di Miranda, Hugo Capriles, sconfitto abbastanza facilmente nelle ultime presidenziali, nell’ottobre scorso

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