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L'ambasciata irachena a New York nascondeva una vera camera delle torture

L'ambasciata irachena a New York nascondeva una vera camera delle torture

Una camera delle torture in una delle zone più esclusive di New York. Una prigione coperta da protezioni diplomatiche a due passi da Central Park. È la sconvolgente verità scoperta dal New York Post sulla funzione del piano interrato dell'ambasciata irachena nella Grande Mela: un luogo di sevizie per nemici politici.

Come riporta Dagospia, fino al 2003, anno della caduta di Saddam Hussein, la sede diplomatica irachena situata nell'Upper East Side fungeva anche da prigione, con una zona sotterranea da cui era impossibile sentir provenire le grida d'aiuto. Grida di prigionieri e dissidenti del regime, che spesso si recavano in ambasciata senza sapere che cosa andasse loro incontro, per poi venire trascinati nelle segrete e torturati. Botte, sevizie, addirittura assassinii. I corpi, poi, venivano spediti in Iraq sigillati in contenitori speciali coperti dal segreto diplomatico.

L'orrore è successo dal 1979 al 2003, nella stessa via in cui abita l'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg. E ora la prigione ha lasciato spazio alla lussuosa cucina dell'ambasciata irachena. I coltelli li avevano già.

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