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Manovre belliche

"Lo Zar Putin si sente minacciato". L'ex ambasciatore: cosa rischiamo ora

"Lo Zar Putin si sente minacciato". L'ex ambasciatore: cosa rischiamo ora

"Un grosso errore", nato dalla decisione scellerata della Nato negli anni Duemila. Commenta così, sul Giorno, l'ex ambasciatore italiano a Mosca Sergio Romano lo schieramento di 140 nostri militari in Lettonia dal 2018. Una mossa bollata come "distruttiva" dal Cremlino e che alza oltre i livelli di guardia i rapporti tra l'Alleanza atlantica e l'ex orso sovietico.

"Lo sbaglio è quello di non tentare neppure di mettersi nei panni di un qualsiasi leader russo, non necessariamente del solo Putin, e di non chiedersi come avrebbe interpretato l'allargamento a est della Nato, una decisione presa dall'Occidente non tanto nei primi anni Novanta, ma nel decennio successivo, quello dell'inizio della presidenza di George W. Bush. È stato questo passo a rendere Putin quello che è oggi". Vale a dire "sospettoso e diffidente" nei confronti di quel residuo della Guerra fredda che è la Nato. Che fu, ricorda Romano, "addirittura allargata ai Paesi che facevano parte del Patto di Varsavia e ai Baltici. Mosca ha percepito l'allargamento come una minaccia".

Non siamo (ancora) in uno stato di guerra, ma in un "permanente stato di pre-guerra. La Nato ha un comandante supremo, una carica che viene designata alla vigilia di un conflitto o a ostilità già cominciate - analizza Romano -. L'Alleanza atlantica ha basi, conduce ogni anno esercitazioni che si effettuano in funzione di un eventuale confronto armato. Questa è una responsabilità non solo americana, ma di tutti i Paesi membri". C'è poi l'errore potenzialmente fatale: l'allargamento a Est. "Accogliere i Paesi che erano stati oppressi dall'Armata rossa ha significato inglobare una lobby antirussa, una mossa che non poteva non avere effetti. Anche perché negli Stati Uniti ci sono gruppi nazionali, in particolare i polacchi, che hanno un peso elettorale importante". In questo quadro si devono inserire anche gli errori incrociati in Siria: alle macellerie di Putin ad Aleppo si aggiungono le nostre responsabilità: "Usa e Francia hanno preso partito contro Bashar Assad" perché il dittatore era un "satellite" russo e colpirlo significava "sbarazzarsi della presenza russa nel Mediterraneo", anche grazie all'amica Arabia Saudita che ha foraggiato l'Isis. "Mi viene in mente una vecchia storia che cominciò in Afghanistan - conclude Romano -: gli Stati Uniti appoggiavano con armi e denari i mujaheddin che combattevano i russi. I sauditi crearono il mostro. Osama Bin Laden fu mandato per controllare la gestione degli aiuti ai guerriglieri e poi diventò l'animatore del gruppo che tutti abbiamo conosciuto".

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    16 Ottobre 2016 - 12:12

    con Renzi e compagni che fanno i leccaculi alla Merkel e a Obama ci stanno mettendo in serio pericolo.I nostri governanti hanno pubblicato se abbiamo e dove sono i rifugi annti atomici o ne hanno qualcuno aolo per loro vicino a Montecitorio?

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  • luigin54

    16 Ottobre 2016 - 03:03

    ma sto NEGRO di MERDA non la smette mai di rompere i coglioni ?????????? Gli Americani che si credono in diritto di essere gli sceriffi del mondo meritano una bella lezione così la finiranno di ROMPERE I COGLIONI.

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  • Xavier2

    15 Ottobre 2016 - 15:03

    Meno male che qualche autorevole voce sì discosta talvolta dal coro.. Politici e giornalisti parlano solitamente con la voce di Washington o di Bruxelles di cui si riducono a fare da amplificatori. L'assedio della nato alla Russia e la politica di guerra mondiale a rate (guerra del golfo, Kosovo, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Yemen, primavere arabe, rivoluzioni colorate, golpe in Ucraina etc. ) dimostrano l'aggressività di un'alleanza militare geneticamente trasformarsi da alleanza difensiva a strumento di offesa e di minaccia alla pace. Qualunque presidente russo al posto di Putin si sentirebbe minacciato perché la minaccia è oggettiva e non è alla persona di Putin ma alla sovranità e alla indipendenza della Russia, nazione ancora non disposta a vendersi e a rendersi serva di interessi stranieri o sovranazionali

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  • Happy1937

    15 Ottobre 2016 - 13:01

    Gli Americani non hanno mai capito nulla di quello che succede al di fuori dei loro confini. La pochezza di Obama ci ha messo sopra il carico delle folli sanzioni. Noi, con la disgraziata presidenza Napolitano, ci siamo bovinamente accodatati.

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