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Lo sgombero

Francia, chiusa la giungla di Calais: tensioni e scontri con gli immigrati

Francia, chiusa la giungla di Calais: tensioni e scontri con gli immigrati

Ha preso il via questa mattina lo sgombero del campo profughi di Calais, il più grande di Francia. I migranti, per lo più afgani, eritrei e sudanesi, si sono messi in coda con alla mano le valigie e i loro pochi beni, per essere trasferiti nei 450 centri che il governo francese ha aperto su tutto il territorio. Nelle ultime settimane, il personale dello Stato e le associazioni umanitarie hanno lanciato una campagna di informazione per i migranti, con lo scopo di convincerli a beneficiare di questo dispositivo di aiuto anziché ostinarsi a rimanere a Calais, il punto di raccolta più vicino al Regno Unito, destinazione desiderata dalla maggior parte di loro. La campagna informativa sembra aver dato i suoi frutti e questa mattina molti uomini e donne sono arrivati nel centro di smistamento da dove gli autobus li porteranno nelle loro nuove destinazioni.

In totale, le autorità francesi prevedono che circa 60 autobus partiranno oggi con a bordo 50 persone ciascuno, domani sono attesi 45 autobus e mercoledì altri 40. In totale, le autorità francesi fanno sapere che nella giungla di Calais - come è stato ribattezzato il campo - ci siano tra le 6mila e le 8mila persone. Per questo le operazioni di trasferimento dovrebbero durare circa una settimana. Tutti i bambini e le famiglie - minoritari nel campo - saranno oggetto di particolare attenzione e cura al momento della selezione della destinazione. Qualora qualcuno abbia famiglia nel Regno Unito, sarà trasferito oltre Manica.

La questione più spinosa è costituita da coloro che non vorranno abbandonare il campo con il desiderio di attraversare il Canale della Manica. Il governo francese ha programmato un importante dispiegamento di polizia, con il rinforzo di 2.000 agenti, per evitare che chi rimane di installi in altri campi di fortuna. Alcuni migranti più radicali si sono opposti agli spostamenti anche con la forza: gli agenti hanno utilizzato in questi scontri - l’ultimo si è verificato questa mattina - i gas lacrimogeni.

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Commenti all'articolo

  • mab

    25 Ottobre 2016 - 11:11

    Finche' non succede qualche cosa di veramente grave questo paesello di amanti del grande fratello e di uomini e donne non sarà in grado di svegliarsi dal torpore, facendo pagare a chi deve pagare il marciume e il degrado che questa gentaglia ha portato nei nostri paesi.

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  • giacomolovecch1

    25 Ottobre 2016 - 09:09

    Una riflessione...... durante la 2^ guerra mondiale le navi rimanevano in porto anzichè scortare i mercantlli che portavano i rifornimenti in Africa ....ed ora.... fanno un gran lavoro di spola dalle coste libiche a quelle italiane !

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  • apostrofo

    24 Ottobre 2016 - 20:08

    Molti prenderanno la via del ritorno,verso il sud. Indovinate un po' dove si fermeranno ? In italia attraverso il Brennero. ovviamente, Come quelli che i paesi scandinavi hanno espulso lo scorso anno. Perché noi siamo un grande paese... siamo grandi, molto grandi (non so che aggettivo aggiungere...)

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  • mab

    24 Ottobre 2016 - 18:06

    Verranno nel belpaese, dove tribunali saranno ecumenici e le forze dell'ordine non potranno neppure difendersi...... W L'ITALIA !!!!!!!

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