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La guerra nella fondazione

Chelsea angelica? Macché, è diabolica. Che cosa ha fatto per i milioni dei Clinton

Chelsea angelica? Macché, è diabolica. Che cosa ha fatto per i milioni dei Clinton

C'è anche il nome di Chelsea Clinton nello scandalo delle email di sua madre Hillary. Dopo che Wikileaks ha diffuso i file rubati dal server del Partito democratico, è emerso sempre più chiaramente quanto fosse attiva la rampolla 36enne nelle attività della Fondazione di famiglia e quanto fosse invischiata in una guerra intestina tra vecchi collaboratori dei Clinton e lei stessa.

Chelsea ha sempre vissuto il suo incarico nel consiglio d'amministrazione con grande convinzione e spietata determinazione. Come riporta il Corriere della sera, l'immagine della eterna sorridente e adorante di sua madre fa a cazzotti con l'idea che devono essersi fatti all'interno della ricca Fondazione Clinton, dove non si è mai negata allo scontro diretto se qualcuno avesse tentato di fregarla.

E così è stato quando si è ritrovata una sorta di alterego maschile, Douglas Band, già stagista nel '95 alla Casa Bianca durante l'amministrazione di papà Bill. Band si è poi ritrovato nella Fondazione e contemporaneamente ha aperto una sua società di consulenza, la Teneo. Lo stumento ideale per mischiare affari privati con le immaginette dei Clinton. Band sarebbe sospettato di aver goduto di ricchi incarichi con grosse aziende, e facoltosi Paesi arabi, per sé e i suoi amici sfruttando le insegne della Fondazione.

Quando Chelsea ha messo il naso nei traffici di Band, ha scoperchiato il pentolone di "Doug" ha subito spifferato tutto a sua madre via email. Band le ha risposto con una relazione di 13 pagine a dir poco imbarazzanti, per i Clinton: "Abbiamo sollecitato e abbiamo ottenuto, come era appropriato, servizi per il presidente e la sua famiglia, per i suoi viaggi personali, l'ospitalità, le vacanze e cose del genere".

Con un fitto lavoro di rapporti opachi, Band ha raccimolato per i Clinton circa 69 milioni di dollari, finiti nelle loro casse personali. Un bel risultato che lo faceva sentire autorizzato a sentirsi al riparo da attacchi, visto come scriveva ad altri collaboratori: "Abbiamo fatto la cosa giusta. Non è che dovevamo agire diversamente solo perché lei non ha niente di meglio da fare e deve giustificare la sua esistenza". E non è stato più morbido quando poi l'ha definita: "Viziata, quanto ingenua".

Band però non è uno di famiglia e a 44 anni dovrà lasciare il suo incarico nella Fondazione. Dalle email di Hillary emerge chiaramente che sarà ora Chelsea a dare una ripulita all'interno della Fondazione e alla sua immagine esterna. E se sua madre dovesse vincere le prossime elezioni, Chelsea diventerebbe il capo indiscusso del ricco scatolone di famiglia.

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Commenti all'articolo

  • cicalino

    10 Novembre 2016 - 01:01

    mmmmm

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  • cane sciolto

    04 Novembre 2016 - 22:10

    E si tutto casereccio tutto fatto in casa!

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  • maxdemax

    maxdemax

    03 Novembre 2016 - 20:08

    Io penso che non si mette bene per i clinton, che non finiscano i loro giorni in galera. O come Imelda Marcos o Ceausescu.

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  • Happy1937

    03 Novembre 2016 - 18:06

    Povera America. Possibile che da decenni non sappia esprimere un Presidente decente?

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