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L'inchiesta

Hillary Clinton, l'Fbi la grazia: non è incriminata per le mail

Hillary Clinton, l'Fbi la grazia: non è incriminata per le mail

L'Fbi scagiona Hillary Clinton e non chiederà che sia emesso alcun capo d'accusa nei suoi confronti dopo aver esaminato le nuove mail trovate nel computer di Huma Abedi, ex marito di Anthony Weiner. In una nuova lettera inviata al Congresso, infatti, il numero uno dell'Fbi, James Comey, spiega che, dopo aver lavorato "giorno e notte" per controllare tutti i messaggi di posta elettronica, "non abbiamo cambiato le conclusioni espresse nel mese di luglio". A questo punto, l'indagine è da considerarsi chiusa perché non è stato riscontrato alcun illecito a carico della Clinton.

Comey, 55 anni, repubblicano (fu viceministro della Giustizia nel primo mandato del repubblicano George W. Bush alla Casa Bianca) ma nominato nel 2013 dal presidente Barack Obama, venne attaccato subito da Clinton che denunciò una manovra per screditarla ed influenza l’esito delle elezioni. Inizialmente Obama non si schierò né contro né a favore di Comey, salvo poi condannare la sua gestione dell'inchiesta quando vide l'impatto che aveva avuto.

La vicenda - Tutta la vicenda ha elementi di opacità: dall'inizio, l'annuncio dell'inchiesta senza esprimersi sul contenuto delle mail trovate sul pc di Weiner. Comney rivelò l'esistenza di un'inchiesta che avrebbe sicuramente influito sul voto ma, come lui stesso spiegò, senza sapere se nelle nuove mail ci fossero elementi probanti contro la candidata democratica. Secondo alcuni commentatori Comey cedette alle pressione di un'ala anti-Clinton nell'Fbi irritata per come scagionò il 5 luglio scorso Hillary e per come trascurò l'evento dell'incontro, ritenuto inopportuno, tra l'ex presidente Bill Clinton e il ministro della Giustizia Lynch, dopo l’avvio dell’inchiesta della stessa Fbi. Ora, a meno di 48 ore dal voto, non sono emerse nuovi elementi contro Clinton. Un'indubbio aiuto per Hillary, sempre che non sia troppo tardi.

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Commenti all'articolo

  • Xavier2

    08 Novembre 2016 - 18:06

    Gli aiuti alla Clinton in queste elezioni sono giunti da ogni dove. Dalla quasi totalità dei mass media americani e occidentali, dalle stesse alte cariche del partito repubblicano, dalle istituzioni usa a cominciare da Obama entrato nella campagna elettorale come mai era capitato in passato da parte di un presidente, dall Onu e dai governi europei e occidentali, dal sistema bancario internazionale e dalle multinazionali, a febbraio ci si era messo perfino il papa. Insomma Trump ha l intero mondo che conta contro. Se nonostante ciò dovesse vincere sarebbe davvero la sconfitta di un mondo che non convince più nessuno. Un mondo che si troverebbe comunque al tramonto anche se la Clinton dovesse vincere di misura esclusivamente grazie agli infiniti aiuti ricevuti. È evidente infatti che se gli appoggi politici o dei mass media fossero stati equamente distribuiti Trump avrebbe stravinto

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  • Xavier2

    08 Novembre 2016 - 18:06

    Gli aiuti alla Clinton in queste elezioni sono giunti da ogni dove. Dalla quasi totalità dei mass media americani e occidentali, dalle stesse alte cariche del partito repubblicano, dalle istituzioni usa a cominciare da Obama entrato nella campagna elettorale come mai era capitato in passato da parte di un presidente, dall Onu e dai governi europei e occidentali, dal sistema bancario internazionale e dalle multinazionali, a febbraio ci si era messo perfino il papa. Insomma Trump ha l intero mondo che conta contro. Se nonostante ciò dovesse vincere sarebbe davvero la sconfitta di un mondo che non convince più nessuno. Un mondo che si troverebbe comunque al tramonto anche se la Clinton dovesse vincere di misura esclusivamente grazie agli infiniti aiuti ricevuti. È evidente infatti che se gli appoggi politici o dei mass media fossero stati equamente distribuiti Trump avrebbe stravinto

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