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Scenario incubo per i democratici

Elezioni Usa: cosa succede se nè Hillary nè Trump raggiungono i 270 voti elettorali

Elezioni Usa: cosa succede se nè Hillary nè Trump raggiungono i 270 voti elettorali

L'ipotesi è stata affacciata qualche giorno fa dal Washington Post: che in base ai sondaggi, che danno la Clinton e Trump assai vicini, il voto di oggi possa non essere decisivo. Accadrà se, al termine del conteggio dei voti, nessuno dei due candidati otterrà almeno 270 voti elettorali. Cioè la maggioranza dei 538 grandi elettori dalla sua parte. Bisogna ricordare che gli elettori statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il District of Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne in Maine e Nebraska), che poi eleggeranno il presidente. A impedire a ciascuno dei due candidati favoriti di avere dalla sua almeno 270 di questi delegati potrebbe essere Evan McMullin, l'unico candidato indipendente che può avere reali possibilità di successo in uno stato: lo Utah, che vale 6 delegati. Pochi, sulla carta, ma con Clinton e Trump così vicini forse sufficienti a impedire a entrambi di arrivare a quota 270.

In questo scenario, sarebbe il Congresso a scegliere il presidente tra i tre candidati che hanno ottenuto più voti elettorali. Il blog del National Constitution Center ricorda che, nella storia degli Stati Uniti, il Congresso ha deciso l'elezione di un presidente in due occasioni: nel 1800, quando Thomas Jefferson (poi presidente) e Aaron Burr ottennero lo stesso numero di voti nel collegio elettorale, con il vecchio sistema che prevedeva due voti per ogni elettore, e nel 1824, con Andrew Jackson in vantaggio, ma senza la maggioranza assoluta dei voti; la Camera, poi, gli preferì John Quincy Adams. Il Congresso, dal gennaio 2015, è a maggioranza interamente repubblicana, in seguito alle elezioni di mid-term che ha consegnato al GOP sia la Camera che il Senato. Scontato, dunque, quale tra i due candidati sceglierebbe in questo caso il Congresso. Potrebbe essere stato dunque Barack Obama, la cui azione di governo ha spinto gli elettori americani a votare un Congresso interamente repubblicano, a consegnare la casa Bianca a Donald Trump. Per Hillary sarebbe la seconda fregatura presa da Barack.

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