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Usa 2016, l'analisi: perché all'islam non dispiace la vittoria di Donald Trump

Usa 2016, l'analisi: perché all'islam non dispiace la vittoria di Donald Trump

Donald Trump della lotta all'islam radicale ha fatto una sua bandiera, tanto da guadagnarsi l'etichetta di isalmofobo. Ma il neo-presidente degli Stati Uniti è anche amico di Vladimir Putin. E come spiega in una documentata analisi il sito del Fatto Quotidiano, questo mix particolare, in un certo senso, fa gioire proprio l'islam. Il punto è che il feeling con la Russia potrebbe avere effetti distensivi nell'area mediorientale del pianeta.

Sul Rai al Youm, sito web panarabo, Abdel al Bari Atun scrive: "Trump piace a Vladimir Putin e questo non è un demerito, né un peccato. È un razzista, destrorso, disprezza e molesta le donne, odia l’islam e i musulmani, vuole chiudere il confine con il Messico e l’america latina? E’ una sorpresa? Questo – dice Atun – non è ciò che è arrivato a noi attraverso i carri armati i missili e l’ucciso di milioni di noi”. Dunque l'articolista, con un pizzico di ironia, si domanda se “la Clinton avrebbe amato i musulmani?”.

Dunque il giornalista chiede: "Perché non vedere il bicchiere mezzo pieno, pensando in una maniera differente. Guardiamo a questa simpatia come un legame che può portare al dialogo e al coordinamento tra le due super potenze in diverse questioni, come i conflitti in medioriente. Non è più importante che i rapporti fra i due presidenti siano distesi, anziché una guerra fredda o calda? Abbiamo dimenticato che ogni guerra tra di loro sarebbe combattuta sul nostro territorio e le vittime sono i nostri figli e la nostra gente?".

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