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Donald Trump, tutti gli ostacoli del presidente: perché rischia di non poter governare

Donald Trump

Il programma del presidente Donald Trump è ambizioso. Molto ambizioso. E singolare. Già, perché quello che propone e vuole per gli Stati Uniti, semplicemente, non si era mai sentito prima, o quasi. Il piano prevede riduzioni fiscali per tutti, e soprattutto per le imprese. Dunque il capitolo immigrati: non solo la costruzione del muro al confine col Messico, ma anche politiche restrittive ed abolizione dello ius soli. Dunque, in ordine sparso: i nuovi rapporti con la Russia di Vladimir Putin e lo "smantellamento" della Nato; il disimpegno militare, tranne che contro l'islam radicale; i rapporti con la Cina, che tenderanno verso la burrasca (per la prima volta, un presidente, si propone di arginare lo strapotere del Dragone).

Concetti rivoluzionari, affascinanti, da testare. Idee che fino a poche ore fa venivano considerate una mezza barzelletta. Da tutti o quasi. Già, perché il dato più impressionante della vittoria di The Donald è che sia piovuta - letteralmente - contro tutti. Contro tutti i media, giornali e televisioni. Contro tutta la politica: anche il partito repubblicano non lo voleva, non lo ha voluto dal principio e avrebbe voluto scaricarlo a poche settimane dal mondo. Contro tutti gli scandali. Contro tutti i governi del blocco occidentale, fatta eccezione per la poco influente Ungheria di Viktor Orban. Contro tutti i "vip", così pesanti nelle campagne elettorali a stelle e strisce: i nomi pro-Trump erano pochissimi, e discutibili (si pensi a Mike Tyson). Contro le banche. Contro tutti i sondaggi e contro tutti i pronostici.

Insomma, l'impresa è pazzesca. È storia. È epocale. È rivoluzionaria. Forse ineguagliabile. Il rischio, però, è che l'impresa sia costretta a fermarsi qui. Non è un caso che nel suo primo discorso da presidente, Trump abbia usato toni assai più moderati rispetto a quelli della campagna elettorale: il carattere è e per sempre sarà fumantino e iracondo, ma The Donald è conscio del fatto che per sopravvivere laddove è arrivato deve rimodulare parole, pensieri, ed atteggiamenti. Ma basterà contro il blocco di potere che lo prenderà a cannonate dal primo secondo successivo all'ingresso alla Casa Bianca?

Gli scandali, così come sono emersi in campagna elettorale, sono destinati a riproporsi: il passato del personaggio, è fuor di dubbio, nasconde altre sorprese. E i media - ostili, tutti - attendono soltanto il momento per riprendere il massacro: appena verranno archiviate analisi e mea culpa più o meno sinceri, il tentativo di distruzione del personaggio riprenderà. Dunque i rapporti con le cancellerie europee e anche sudamericane: ad oggi non c'è un solo governo che non vorrebbe sbarazzarsi, e subito, di The Donald. Dunque i cosiddetti e fantomatici poteri forti, che altro non sono che poteri come tutti gli altri poteri: le banche, i giudici, la finanza. Tutti contro Donald.

In politica estera, come spiegava a Libero Edward Luttwak, in realtà i poteri del presidente sono più limitati rispetto a quanto si possa pensare: la politica estera viene delineata dall'establishment e da determinati centri di potere, già strutturati e che Donald non può, né vuole, smantellare. E poi il punto centrale, più importante: il Congresso. Camera e Senato, certo, restano repubblicane. Ma in un contesto nel quale gran parte della prima linea repubblicana ha scaricato e anche non ha votato Trump, si capisce che un congresso repubblicano non offre alcuna garanzia al presidente. La teorica maggioranza, ben presto, potrebbe trasformarsi in una maggioranza schierata compatta contro il presidente.

Insomma, dopo la vittoria epica e rivoluzionaria, per l'inquilino della Casa Bianca inizia la sfida più difficile. Una sfida che viste le premesse può apparire quasi impossibile. La domanda è semplice: Trump potrà governare davvero? Difficile crederlo. Proprio come però era difficile pensare che questo 9 novembre 2016 ci consegnasse lui come presidente.

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Commenti all'articolo

  • lucianodarby52

    10 Novembre 2016 - 14:02

    Ce la farà èetchè ha le palle., è un leader nato che ha fatto fortune con la sua abilità senza essere un mantenuto della politica come tanti capi europei o un mesteriante come i Clinton e goi Obamaò. Mi ricorda Berlusconii del 94 non lo volevano lo comattevano e c'è stato venti anni.

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  • pinux3

    10 Novembre 2016 - 12:12

    Il "programma" di Trump non verrà realizzato semplicemente perché DEMENZIALE ( come mettere un dazio del 45% sulle importazioni cinesi, o costruire un muro ai confini del Messico a spese del governo messicano...tutto da ridere...)

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  • aaronrod

    10 Novembre 2016 - 09:09

    Votate SI cari amici, un buono pasto a testa per il pranzo a casa renzi suvvia! Non fate i biscari e date questo voto eddai!

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  • aaronrod

    10 Novembre 2016 - 09:09

    Fa benissimo se puó arginare un pó la Cina. Al contrario dei nostri politici somari che invece di utilizzare i nostri prodotti quali, olio, riso e altri, li importa, ammazzando i nostri produttori locali. Governo e UE fanno schifo. Incompetenti.

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