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Nuovi ministri USA

Carica alla Casa Bianca: l'esecutivo di Trump

Carica alla Casa Bianca: l'esecutivo di Trump

Iniziano a diffondersi i primi rumors su quello che andrà a definirsi come l'esecutivo del 45° presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le prime voci confermano che alcune poltrone saranno dedicate a figli e parenti, questione che Trump ha sempre messo ben in chiaro durante la campagna elettorale, e stiamo parlando della figlia Ivanka, e forse anche del genero Jared Kushner, che ha gestito con il suo New York Observer la campagna del suocero.

Ma andiamo con ordine, le cariche più importanti per il neo presidente sono ovviamente quelle a ministro della giustizia e ministro degli interni, organi governativi che andranno ad occuparsi dei due temi principali su cui Trump ha fondato la propria campagna elettorale. Stiamo parlando d'immigrazione e sicurezza interna, e i cinque nomi che girano per questi due posti sono: Chris Christie, governatore del New Jersey e fedelissimo di Trump fin dai primi tempi, Asa Hutchinson, governatore dell'Arkansas, Newt Gringrich, ex speaker della Camera dei Rappresentanti, Mary Fallin, governatrice dell'Oklahoma e infine Rudy Giuliani, noto ex sindaco di New York. 

Per il Pentagono si parla di Michael Flynn, generale in pensione e uno dei consiglieri più ascoltati e presi in considerazione da Trump durante la campagna. Non è l'unico candidato però, Jeff Session, senatore dell'Alabama, è in gara per la stessa poltrona, e quest'ultimo fa già parte del transition team, il gruppo di funzionari che si occuperà di fare in modo che l'insediamento di Trump su Obama nello Studio Ovale avvenga nel modo più liscio possibile.

Per la carica di ministro degli esteri è stato invece preso in considerazione John Bolton, diplomatico di lungo corso, è stato infatti ambasciatore egli Stati Uniti presso le Nazioni Unite su mandato di George W. Bush durante il periodo 2005/2006. Ultimamente ha fatto il lobbista per l'area conservatrice e per posizioni fortemente filo israeliane.

Steve Mnuchin, ex collaboratore di Goldman Sachs, ed esponente di una delle famiglie più in vista della finanza newyorkese, è il favorito per il ruolo di ministro del tesoro. A proposito della questione energetica, tema fondamentale nella politica di Trump, è stato annunciato il ritorno agli idrocarburi e al carbone (secondo il magnate infatti il riscaldamento globale è un'invenzione dei cinesi, creata per rendere meno competitiva l'industria americana); per ricoprire questo ruolo si è pensato ad Harold Hamm, miliardario dell'Oklahoma.

Per quanto riguarda il ministero della salute la supervisione dovrebbe andare a Ben Carson, neurochirurgo in pensione che ha partecipato alle primarie e poi ha subito appoggiato Trump. Andrebbe a lui il compito, nell'eventualità, di confezionare una nuova riforma sanitaria che andrebbe a soppiantare la recente Obamacare, aspramente criticata dai repubblicani in campagna elettorale.

Un piccolo ruolo si pensa infine potrebbe andare all'ex governatrice dell'Alaska Sarah Palin, esponente del movimento iper conservatore del Tea Party. La Palin è stata una delle prime a legare il proprio nome e il proprio partito a quello del tycoon newyorkese, già dall'inizio dell'anno, quando Trump veniva ancora considerato un outsider.

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