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L'ultima direttiva di Bruxelles

Così l'Europa ci costringe a comprare mer... La fregatura (puzzolente) degli ecologisti

Così l'Europa ci costringe a comprare mer... La fregatura (puzzolente) degli ecologisti

La battuta è fin troppo facile: «L' Unione europea rischia una figura di m....». Epperò. Come definire la necessità, per una Bruxelles sempre più prigioniera dei suoi numeri, di ricorrere alle importazioni di rifiuti organici per rispettare gli obiettivi per il 2030 in tema di energia? La materia è complessa e maneggiarla non è facile. Il modo migliore per farlo è partire dalla strategia energetica dell' Ue. E dunque: entro 14 anni Bruxelles punta a «ridurre del 40% i gas a effetto serra» e a «ottenere almeno il 27% dell' energia da fonti rinnovabili». E qui casca l' asino.

Nel vero senso della parola. Perché alla Commissione, denuncia BirdLife Europe and Transport&Environment, una partnership di 48 organizzazioni per la conservazione ambientale, hanno fatto male i conti. Nel senso che l' ammontare dei residui di legno provenienti da una filiera sostenibile e dei rifiuti agricoli e fertilizzanti di origine animale disponibili nel continente potrebbero coprire solo l' 80% dell' uso di biomassa - una delle fonti dell' energie rinnovabili - previsto per il 2030.

Da qui, a meno di non rivedere gli obiettivi in materia di energia, la necessità di ricorrere alle importazioni. «La soluzione più a portata di mano», sottolineano gli autori del report di BirdLife. Se non fosse che importare rifiuti organici, letame e scarti di legno sostenibili potrebbe entrare in contrasto con le normative europee. Il trasporto avverrebbe via mare - con relativo impatto ambientale - e i carichi non sarebbero soggetti alla legislazione Ue. In parole povere: potrebbero provenire da fonti non gestite in modo sostenibile.

Così si arriverebbe al paradosso che Bruxelles, determinata a innalzare al 27% la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili per contrastare le emissioni dei gas a effetto serra, vanificherebbe il piano ricorrendo a importazioni dal forte impatto ambientale.

Sotto accusa è anche il mix su cui si fondano le energie rinnovabili. Per BirdLife, «l' Europa dovrebbe limitare l' uso della biomassa (l' energia tratta da organismi viventi, ndr) per rivolgere i suoi sforzi nella promozione di rinnovabili sostenibili come il solare, l' eolico, il geotermico e l' energia dal mare». Invece nel 2014 la bioenergia ha rappresentato oltre il 64% delle fonti di energia rinnovabile in Europa.

La Commissione Ue potrebbe pubblicare la revisione della direttiva sull' energia il 30 novembre. Che rischi di essere tutto da rifare lo conferma anche il recente rapporto dell' Istituto per lo sviluppo sostenibile e le relazioni internazionali (Iddri), secondo cui i progressi nei tagli di CO2 e nel miglioramento dell' efficienza energetica non sarebbero sufficienti per rispettare gli impegni con orizzonte 2030 e 2050 (ovvero tagliare dell' 80-95% i gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990). «Il passo del cambiamento è insufficiente. Troppo nella variazione delle emissioni aggregate», è scritto nel report, «è dipeso da effetti congiunturali invece che da nuove politiche strutturali».

Tommaso Montesano

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