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Cina-Stati Uniti, è scoppiata la guerra. La mossa di Pechino che asfalta Trump

Cina-Stati Uniti, è scoppiata la guerra. La mossa di Pechino che asfalta Trump

E' già scoppiata la guerra tra Stati Uniti e Cina. E la dichiarazione non l'ha fatta Donald Trump, che sostiene da sempre che la produzione americana va protetta dalla concorrenza a basso costo che arriva dall'Asia, ma Pechino che, come riporta Repubblica, ha deprezzato lo yuan facendogli toccare i minimi degli ultimi sei anni. Una svalutazione che spinge l'export e che mostra come la Cina non abbia alcuna intenzione di piegare la testa davanti al nuovo presidente degli Stati Uniti. "Siamo il più grande mercato del mondo: siamo il futuro", dice Jack Ma dalla platea del Singles Day di Alibaba, "se Trump non collabora con la Cina sarà un disastro".

In realtà, il New York Times sottolinea che a perderci sarebbe comunque Pechino che negli Usa esporta 4 dollari per ogni dollaro di merce che importa. Vero, dice Minxin Pei, autore di "China's Crony Capitalism", "i 116 miliardi dell'export Usa verso la Cina sono poca cosa rispetto ai 483 miliardi che Pechino incassa dall'export. Ma le vittime collaterali? Il 35% delle esportazioni del Dragone sono rimbalzi da Giappone, Corea del Sud e Taiwan, cioè prodotti che la Cina assembla e poi riesporta. È pronto mister Trump a colpire anche i suoi alleati?". 

Tant'è. Pechino alza la voce, deprezza la sua moneta, ma poi conferma che gli annuali colloqui sul commercio si terranno regolarmente il 21 novembre a Washington, anche se è chiaro che con Trump l'obiettivo del Trattato bilaterale d'investimento sembra sempre più lontano.

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