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Dietro le quinte

Soros e il club dei miliardari: il musulmano Keith Elison per superare la Clinton e far fuori Trump

Donald Trump

Sono 110, potentissimi, straricchi e soprattutto tutti democratici. È il club dei miliardari della Democratic Alliance che aveva preparato la cena a Washington per festeggiare Hillary Clinton e che ora, invece, proverà ad arginare il ciclone Donald Trump. Come racconta Il Messaggero, c'è agitazione tra i munifici sponsor dei dem a stelle e strisce, che in 10 anni (la prima volta nel 2004, per John Kerry) hanno versato alle casse del partito qualcosa come 500 milioni.

A capo della lobby c'è l'imprenditore ungherese americano George Soros, i membri pagano 30mila dollari l'anno per la sola iscrizione e almeno 200mila euro di donazione a scelta tra un gruppo o un think tank d'area liberal. Hanno per mesi preparato il terreno alla vittoria della Clinton e ora vengono al nodo tutti gli errori strategici, dal contare sulla mobilitazione dei giovani sulle tematiche ambientali o sull'appoggio compatto di donne e latino-americani per la ex First Lady e Segretaria di Stato.

Il loro obiettivo ora è formare un nuovo partito post-clintoniano, puntando tutto sul deputato del Minnesota Keith Ellison, il "nuovo Obama". Afroamericano, unico musulmano al Congresso, esponente di quel Mid-West decisivo (in negativo) nelle ultime elezioni, dalla connotazione economica populista. Se la svolta a sinistra sembra probabile, di sicuro il Partito democratico è spaccatissimo. Una prova? Il mancato accordo sulla conferma della speaker della Camera Nancy Pelosi.

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