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Un caso controverso

Regno Unito, sì alla criogenesi per una 14enne malata di cancro

Regno Unito, sì alla criogenesi per una 14enne malata di cancro

Una ragazzina di appena 14 anni ha ottenuto il permesso dal giudice di venire ibernata dopo la morte. La protagonista di questa controversa vicenda è una ragazza malata di una forma molto rara di cancro, finita in una disputa senza precedenti, o quasi, per quanto riguarda la destinazione della propria salma: il padre infatti sosteneva dovesse essere sepolta, mentre la madre propendeva per la criogenizzazione.

Il giudice dell'Alta Corte di Londra, dove la famiglia viveva, ha alla fine approvato l'ibernazione post-mortem della ragazza. La speranza che coltivano madre e figlia è quella che in un futuro vengano trovate le cure necessarie per far rivivere e curare la malattia della giovane. La crionica si basa infatti sul concetto che si possa preservare un corpo più a lungo dalla decomposizione sottoponendolo a temperature bassissime, rallentando così battito e funzioni vitali. Questa tecnica prevede che il corpo venga rianimato in un contesto tecnologico più avanzato, quando le ricerche avranno compiuto passi da gigante sia in campo medico che scientifico.

Sembra di parlare di un film di fantascienza, ma in realtà questa tecnica è più diffusa di quanto si pensi, con sedi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Svizzera e anche in Italia, dove ha sede l'AIC, ovvero l'Associazione Italiana per la Crionica.

Il giudice che ha deciso sul destina della giovane ha ricevuto una lettera dalla ragazza, poco prima di morire, nella quale lei chiedeva di "vivere più a lungo" e di "non essere sotterrata". Inoltre nella lettera spiegava come avesse approfondito su internet gli studi di criopreservazione e di come ora sperasse di "essere curata e risvegliata, magari fra qualche centinaio di anni". Dopo aver ricevuto la lettera, il giudice ha visitato la giovane in ospedale, quando lei affrontava gli ultimi giorni di vita. L'uomo ha raccontato di essere stato profondamente toccato dall'animo coraggioso con cui la ragazza ha affrontato la sua sorte.

Il giudice ha quindi voluto dare una chance alla giovane vittima del cancro, permettendole di venire ibernata dopo la morte. Ha poi aggiunto che, tecnicamente, ha dovuto solo risolvere una disputa tra moglie e marito su come e dove disporre il corpo della figlia.

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