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L'annuncio della cancelliera

La Merkel si ricandida, ma è giallo. La frase da brividi sul suo futuro

La Merkel si ricandida, ma è giallo. La frase da brividi sul suo futuro

Angela Merkel si ricandiderà per la quarta volta. La cancelliera tedesca ha sciolto la riserva e ha confermato le indiscrezioni che da giorni la volevano come candidata dei conservatori tedeschi della Cdu per la guida del governo nei prossimi cinque anni. Da subito la cancelliera ha escluso che la sua candidatura fosse finalizzata alla sola campagna elettorale per il rinnovo del parlamento tedesco. La Merkel ha ribadito la sua intenzione di governare, in caso di vittoria, per altri cinque anni. Ma si è concessa una precauzioneche farà molto discutere: "Finché la salute mi accompagnerà".

A dare filo da torcere alla cancelliera, nell’ultimo anno, sono state le critiche per la gestione della crisi dei rifugiati. La sua ’politica delle porte apertè, in base alla quale l’anno scorso ha aperto i confini della Germania a circa 900mila migranti (soprattutto provenienti da zone di guerra in Medioriente, e Siria in particolare), è stata attaccata sia dal partito populista xenofobo Alternativa per la Germania (AfD), sia dalla Csu, cioè l’alleato bavarese della Cdu. E le critiche si sono acuite dopo la serie di attacchi di quest’estate con protagonisti immigrati: il 18 luglio un 17enne richiedente asilo aggredì con un’ascia i passeggeri di un treno regionale all’altezza di Würzburg, ferendo quattro persone prima di essere ucciso dagli agenti; il 24 luglio un 21enne siriano richiedente asilo aggredì e uccise a colpi di machete una donna a Reutlingen, nel sud della Germania, al culmine di una lite, ferendo altre due persone; e sempre il 24 luglio un 27enne siriano, richiedente asilo, si fece esplodere nel centro di Ansbach, in Baviera, durante un festival musicale, ferendo 15 persone. Cavalcando queste paure degli elettori, il partito anti-immigrati AfD è riuscito ad aumentare i propri consensi, ottenendo ottimi risultati nelle ultime elezioni regionali, il 4 settembre in Meclemburgo-Pomerania e il 18 settembre nello Stato di Berlino. Date che hanno segnato invece delle batoste per Merkel, la quale dopo la sconfitta di Berlino ha dichiarato a sorpresa che, sulla crisi dei migranti, se potesse riporterebbe indietro l’orologio. I suoi alleati della Csu, dal canto loro, non hanno ancora assicurato che la sosterranno, ma non avendo un proprio candidato sembra probabile che daranno l’appoggio. E in questa direzione sembrano andare le prime dichiarazioni a caldo: il leader della Csu, Horst Seehofer, mentre si recava a un incontro del suo partito a Monaco di Baviera, ha detto che il partito accoglie con favore la decisione di Merkel. Sessantatre anni a luglio, presidente della Cdu dal 2000 e cancelliera dal 2005, nonostante tutto Merkel ha ancora un forte sostegno popolare. Secondo un sondaggio pubblicato oggi dal giornale Bild, realizzato dall’istituto Emnid, il 55% dei tedeschi si augura un suo quarto mandato; solo il 39% i contrari, cioè l’11% in meno rispetto allo scorso mese di agosto, quando soltanto il 42% sosteneva Merkel in vista di una prossima legislatura. Definita recentemente «eccezionale» alleato da Barack Obama, che ha anche dichiarato che voterebbe per lei se fosse tedesco, la cancelliera conservatrice è considerata simbolo di stabilità in Europa nel pieno delle incertezze confermate dal sì del Regno Unito alla Brexit e dall’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Le viene riconosciuto, in particolare, di avere guidato la più grande economia del vecchio continente durante la crisi della zona euro. E si è guadagnata rispetto a livello internazionale, per esempio tramite la gestione degli sforzi per la risoluzione del conflitto in Ucraina. Se vincerà le elezioni del 2017, Merkel potrebbe avvicinarsi al record del suo mentore Helmut Kohl, rimasto 16 anni in carica come cancelliere. Ma la permanenza alla guida del governo per tutto il mandato non sarebbe scontata. Quanto alle altre formazioni, i socialdemocratici non hanno ancora scelto il proprio candidato, ma i nomi circolati finora sono quelli del vice cancelliere della ’Grosse Koalition’ Sigmar Gabriel, e quello del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. La Spd ha però commentato a caldo la notizia, per bocca del suo vice presidente Ralf Stegner: «Il mito dell’invincibilità è finito», quindi Merkel non è imbattibile. Nonostante sia ancora troppo presto per azzardare ipotesi, stando ai sondaggi nel 2017 potrebbe riproporsi una Grande coalizione. Ma andrà considerato il fattore AfD: il partito xenofobo, che nelle ultime elezioni del 2013 restò fuori dal Bundestag per poco, è adesso in ascesa, ed è già riuscito a entrare in 10 Parlamenti regionali su 16.

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Commenti all'articolo

  • umberto2312

    21 Novembre 2016 - 08:08

    Speriamo ci pensino i tedeschi a pensionarla.

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