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Tribù amazzonica uccide sei cercatori d'oro: la lotta degli ultimi indigeni contro il governo brasiliano

Tribù amazzonica uccide sei cercatori d'oro: la lotta degli ultimi indigeni contro il governo brasiliano

Brasile: uccisi a colpi di frecce, nel cuore dell'Amazzonia, sei garimpeiros, cercatori d'oro, entrati illegalmente nel territorio dei nativi Yanomami, nello stato brasiliano di Roraima, al confine con il Venezuela.

Non è una novità che avventurieri, persone solitamente prive di scrupoli entrino nelle riserve indigene brasiliane, ma è forse la prima che volta che i nativi si ribellano in modo così palese. Infatti all'inizio i sei minatori erano stati considerati "desaparecidos", scomparsi il primo di novembre nella remota regione di Homoxi, mentre settimana scorsa, in via del tutto inaspettata, è arrivata la confessione degli Yanomami. Senza alcuno scrupolo i nativi hanno dichiarato la propria colpevolezza, come provocazione verso un governo che troppo spesso ha calpestato (o ha fatto calpestare) i diritti di queste popolazioni. In ogni caso per far luce sulla faccenda e stabilire un'effettiva colpevolezza ci vorrà del tempo. Le autorità non si sono sbottonate e a riguardo hanno solo dichiarato un laconico: "Non sappiamo niente per certo, quando arriveremo al villaggio la situazione sarà più chiara". Peccato però che ci vogliano giorni per raggiungere il paesino sperduto, localizzato in una zona isolata lontana circa 16 chilometri nel bel mezzo della foreste amazzonica.

Gli Yanomami sono una delle tribù più numerose dell'Amazzonia, circa 35.000 persone, e i loro problemi con le autorità iniziarono negli anni Ottanta, con la dittatura militare, quando il governo decise di costruire una grossa strada attraverso l'Amazzonia. Questa fu l'inizio della rovina per gli indigeni: "Le ruspe irruppero senza preavviso." ricorda l'ong Survival International - "Gli Yanomami soffrono ancora oggi l’impatto devastante di quella strada che ha portato coloni, epidemie e alcool". I garimperios arrivarono circa in 40.000, e nell'arco di sette anni la popolazione autoctona diminuì del 20%.

"Se la mia gente sarà sterminata, dovrete distruggere anche tutte le nostre fotografie, perché le future generazioni, guardando quelle immagini, si vergognerebbero di un simile crimine contro l’umanità» Questa è stata la dichiarazione dello sciamano Davi Kopenawi, il leader degli Yanomani che nel '92 guidò la protesta che portò il governo brasiliano a riconoscere e a demarcare il territorio Yanomani, pari al doppio della Svizzera.

La nuova minaccia: il governo brasiliano, proprio in questo periodo, sta decidendo se approvare o meno una legge che consentirà l'attività mineraria su larga scala nei territori indigeni, circa il 12% del paese. Questa mossa giustificherebbe la presenza dei garimperios sul territorio, cercatori d'oro ma spesso anche gruppi violenti, armati, che di nascosto, in Amazzonia compiono delitti efferati, e neanche tantissimo tempo fa. Parliamo infatti del 5 luglio 2012, quando un gruppo di garimperios a bordo di un elicottero uccisero 80 nativi e rasero al suolo il loro villaggio sparando dal veicolo e sganciando bombe.

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Commenti all'articolo

  • mariocalcagni

    22 Novembre 2016 - 15:03

    Hanno fatto bene ! Contro i veri SELVAGGI , Prepotenti Pidocchi che Distruggono tutto ciò su cui mettono le Grinfie !

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