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Washington cambia

Ribaltone Trump: ecco il piano per i primi 100 giorni (e non si parla di muri...)

Trump stakanov: ecco il piano per i primi 100 giorni (e non si parla di muri..)

Trump è un business man, abituato a dirigere, addirittura uno stakanovista, o almeno questo è ciò che vuole trasmettere in questo video il neo presidente USA: infatti, ad appena due settimane dall'elezione è stato diffuso un filmato dove viene esposto il piano politico repubblicano dei prossimi 100 giorni.

Nessun accenno né al famoso muro con il Messico né all'Obamacare. In realtà, per quanto riguarda il muro, c'è stato una velata citazione, forse un ridimensionamento della questione: (a proposito dell'immigrazione) "Inizieremo indagini su tutti gli abusi che riguardano programmi di rilascio dei visti che danneggiano i lavoratori americani", con chiaro riferimento alla situazione degli ispanici negli States. Meglio non saltare a conclusioni affrettate, innanzitutto perché per grandi provvedimenti come una grande infrastruttura o una riforma sanitaria è necessaria anche l'approvazione del Congresso e in secondo luogo perché, come molti avevano predetto, la questione del muro avrebbe potuto rivelarsi una montatura da raccontare in campagna elettorale. La politica anti Messico avrebbe infatti canalizzato l'odio (e di conseguenza i voti) del maschio bianco di classe media, la principale categoria da cui Trump ha ricevuto voti. Non si vuole in questo modo banalizzare la proposta repubblicana, la si vuole solo confrontare con la realtà democratica degli Stati Uniti: stiamo allerta però, abbiamo visto tutti come The Donald sia un uomo pieno di risorse e, soprattutto, di sorprese.

Il presidente passa poi a parlare del NO al TPP: "Al posto della Trans-Pacific Partnership (grande eredità di Obama) negozieremo equi accordi commerciali bilaterali che porteranno posti di lavoro e sviluppo dell'industria sulle coste americane". Infatti The Donald ha intenzione di "annullare le restrizioni sulle produzioni di energia americana che uccidono il lavoro, creando così molti milioni di occupazioni ben pagate", evitando quello che potrebbe essere "un potenziale disastro per l'economia americana". Il premier nipponico Shinzo Abe, a proposito del passo indietro degli USA, ha definito il TPP "privo di senso". Mentre quindi il muro sembra sempre una realtà più lontana a proposito del cambiamento climatico Trump si è rivelato puntualissimo, mettendo a fuoco il tema dell'occupazione, memore forse del famoso Tweet in cui affermava che il cambiamento climatico fosse solo un'invenzione dei cinesi per, appunto, affossare l'industria USA.

C'è infine un "dietro le quinte": Trump non ha mai avuto un ottimo rapporto con i giornalisti, che durante la campagna egli stesso ha accusato più volte di parteggiare per Hillary. Ieri quindi durante la ripresa del video c'è stata una sorta di resa dei conti: "Io odio la CNN, è piena di bugiardi. Vi dovreste vergognare." Oppure contro Martha Raddatz, moderatrice dei dibattiti presidenziali, scoppiata in lacrime, in diretta, quando ha capito che Hillary avrebbe perso. In generale l'incontro è stato definito quindi un vero e proprio "disastro". L'usuale incomprensione tra Trump e media pare quindi continuerà anche dopo l'insediamento del tycoon a Washington.

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