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Dopo due settimane

Trump, il sondaggio-bomba e il potere della bella Ivanka

Trump, il sondaggio-bomba e il potere della bella Ivanka

Gli americani si stanno «adattando» a Trump, e il primo sondaggio su di lui dopo le elezioni lo segnala chiaramente. Secondo POLITICO/Morning Consult, da prima del voto ad adesso la sua popolarità positiva è cresciuta di 9 punti, dal 37% al 46%, e quella negativa è crollata di 15 punti, dal 61% al 46%. L’atteggiamento reale dell’opinione pubblica si sta orientando quindi verso la ragionevole attesa di vedere come governerà il nuovo presidente, e ha relegato nell’angolo della protesta sterile il coro rumoroso, a tratti anche violento, dei manifestanti di professione. La ricreazione di strada per un esito elettorale sgradito finirà, sperabilmente, il 21 gennaio con la «marcia sulla capitale» dei gruppuscoli anti-Trump. Obama, invece, ha minacciato che non imiterà Bush, che non intervenne mai per criticare il successore: Barack lo farà se penserà che è «utile e necessario per difendere i valori dell’America» (cioè i suoi).

First daughter - Mentre Donald lavora a completare la squadra di governo, Melania annuncia che resterà a vivere a New York con il figlio Barron, che ha 10 anni e deve finire l’anno scolastico nella Grande Mela. I riflettori si spostano sulla figlia maggiore del presidente: «Sarò solo la First Daughter», aveva giura la 35enne Ivanka Marie Trump: nata a Manhattan il 30 ottobre 1981, è la secondogenita di Donald e della sua prima moglie Ivana Marie Zelnichkova. Ma in molti scommettono che la vera First Lady sarà lei. Fu lei, comunque, alla Convention repubblicana a fare il discorso della consacrazione. «Per oltre un anno Donald Trump è stato il campione del popolo e questa sera è il candidato del popolo. Un vero cambiamento, quello che non abbiamo visto da decenni, arriverà solamente da chi è fuori dal sistema e verrà solamente da un uomo che ha passato la vita a fare cose che altri dicevano che non potevano essere fatte».

Bellissima, alta 1,80 e ex-modella, come d’altronde fu modella la madre. E come la madre, creatrice di una linea di abiti, profumi e gioielli. Ma nel contempo anche laureata con lode in Economia alla Wharton School of Business della University of Pennsylvania, e vicepresidente della Trump Organization. Per via delle leggi Usa sul conflitto di interessi, sarà presumibilmente lei a gestire l’impero economico dei Trump mentre il padre è alla Casa Bianca. In più, riesce ad essere madre di tre figli, e moglie devota. Tanto devota che per amore del marito, Jared Kushner, che ha sposato nel 2009, si è convertita dal cristianesimo presbiteriano all’ebraismo. Proprio questa figlia, questo genero e questi nipoti ebrei sono per Trump un’importante risposta alle accuse di razzismo, e Kushner è per il suocero un ascoltato consigliere. Ivanka è inoltre vegetariana: particolare da cui molti inferiscono che potrebbe essere lei a ereditare il famoso orto di Michelle Obama, anche se difficilmente lo zapperà di persona.

Presa di mira - Mamma in carriera, Ivanka è stata anche la miglior risposta a quelle altre critiche che a Trump sono state fatte pe via delle sue battute spesso sessiste. «Il sesso di una persona non è più il fattore che crea la differenza di salario in questo Paese, lo è la maternità. Da presidente mio padre cambierà le leggi del lavoro scritte quando le donne non erano una porzione importante della forza lavoro», promise nel discorso di Cleveland. Il rovescio è che Ivanka può diventare un facile bersaglio, attraverso cui colpire il padre per fargli male. Lo si vede già nel boicottaggio che è stato lanciato contro la sua linea di moda. D’altra parte, proprio gli stretti rapporti che col padre continua a mantenere possono creare problemi, visto che le leggi Usa sul conflitto di interessi sono abbastanza fiscali. È dunque improbabile che davvero possa essere nominata ambasciatrice in Giappone al posto di Caroline Kennedy, come è stato ipotizzato, anche se i divieti potrebbero forse essere aggirati se come il padre anche la figlia non prendesse stipendio. Però al Giappone è stata collegata già una prima polemica, per la partecipazione sia di Ivanka che di Jared all’incontro di Donald con il primo ministro nipponico Shinzo Abe. E un’altra accusa di conflitto di interessi è venuta per il bracciale da 10.000 dollari indossato in occasione della prima intervista da Presidente degli Stati Uniti di Donald: faceva parte della sua collezione, ed è stato visto dunque come pubblicità indebita. 

di Glauco Maggi 
e Maurizio Stefanini

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