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Un mito (del male)

Cuba, è morto a 90 anni Fidel Castro: l'ultimo dittatore del Novecento

Cuba, è morto a 90 anni Fidel Castro: l'ultimo dittatore del Novecento

Fidel Castro è morto a 90 anni: lo storico leader rivoluzionario di Cuba, da tempo malato, aveva lasciato il potere nel 2008 al fratello Raul che ha dato l'annuncio della scomparsa alla tv di Stato cubana, visibilmente commosso. "È morto alle 22.29 di venerdì sera", ha spiegato concludendo poi con il più mesto degli "Hasta la victoria siempre", con voce tremante. Il corpo di Fidel sarà cremato tra qualche ora: "Con Fidel Castro si chiude una pagina grande e drammatica del Novecento. Vicini al popolo cubano che guarda al futuro", ha commentato il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni riassumendo l'esistenza di uno tra i più grandi, influenti e controversi protagonisti del secolo scorso. "La storia mi assolverà", ripeteva il Lìder Maximo negli ultimi anni. Difficile, forse impossibile. Sicuramente stanno festeggiando le migliaia di esuli e dissidenti cubani sfuggiti alla repressione a Miami.

Dalla rivoluzione al regime - Castro condusse tra 1956 e 1959 insieme a Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos la rivoluzione marxista che rovesciò il dittatore filo-americano Fulgencio Batista. La revoluciòn del Comandante en Jefe si è però ben presto trasformata in un regime permanente di terrore, ispirato al socialismo e all'Unione Sovietica visto con terrore dai vicinissimi Stati Uniti d'America. Tensioni drammatiche come nei primi anni Sessanta, con il tentato colpo di stato della Baia dei Porci prima, i missili russi puntati contro Washington il rischio concreto di guerra atomica poi. Sul suo conto politico l'embargo da parte della Casa Bianca, che Castro ha sempre considerato una stelletta al merito e non un problema da risolvere. Su quello morale le migliaia di esuli cubani costretti a scappare su gommoni nottetempo, sfidando la feroce repressione castrista e spesso morendo in mare.

Un mito di sinistra - I sostenitori, numerosi nella sinistra internazionale, ne sottolineavano la "giustizia sociale", la "sanità per tutti", il buon livello di istruzione statale nonostante le casse vuote dell'Avana. Casse vuote sì, ma non per gli esponenti del regime. I suoi oppositori contestavano l'eliminazione anche fisica del dissenso, l'assenza di alternanza democratica in una delle dittature mono-partito più lunghe del Novecento. Castro era di fatto già uscito dalla storia cedendo lo scettro al fratello, ma era rimasto talmente legato al passato da criticarne il lento riavvicinamento agli Usa. Al suo posto è rimasto un "santino". Nel bene, per chi ci crede e considera più importante il "sogno" dell'"incubo", e nel male, per chi non si è accontentato dell'agiografia del rivoluzionario diventato tiranno.   

di Claudio Brigliadori 
@Piadinamilanese

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    27 Novembre 2016 - 12:12

    Comunista col patrimonio degli altri, la sua famiglia ha arraffato e incamerato tutto. Pratica prettamente comunista lenin-staliniana.

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  • scorpio53

    27 Novembre 2016 - 11:11

    non riesco a capire perchè questo sia così osannato. A tutti gli altri dittatori, è stata dichiarata guerra; sono stati uccisi, impiccati messi alla berlina, per questo si va in pellegrinaggio: anche quel pusillanime vestito di bianco. Si passano la vita del popolo come fosse una eredità: dopo Raul chi erediterà? Da quanti anni il popolo cubano non ha diritto alla democrazia?

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  • Happy1937

    27 Novembre 2016 - 09:09

    Quanto miele per la morte di un tiranno. Un bel trio lui, Stalin e Hitler! Tanta empatia mi disgusta.

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  • Chry

    27 Novembre 2016 - 07:07

    Noi abbiamo il comunista Silvio,

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