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La crisi dei missili

Castro e l'Apocalisse nucleare: per colpa sua a un passo dalla Terza Guerra Mondiale

Castro e l'Apocalisse nucleare: per colpa sua a un passo dalla Terza Guerra Mondiale

Il Mondo non è mai stato così vicino all'Apocalisse nucleare come nel 1962, e c'entra Fidel Castro. Un brivido chiamato Terza Guerra Mondiale e provocato dalla crisi dei missili che l'Unione sovietica ha piazzato proprio a Cuba, puntandoli contro il nemico, i vicinissimi Stati Uniti. Castro dice sì al presidente russo Nikita Krusciov, dando il via a un drammatico braccio di ferro con il presidente americano John Fitzgerald Kennedy. Il mondo in quei giorni non sospetta quanto il baratro sia possibile. Mosca alla fine rinuncia ai suoi propositi bellici, sotto la minaccia di una guerra della Casa Bianca. 

La Guerra Fredda continua e a farne le spese saranno i cubani. Già qualche mese prima, nel 1961, il braccio di ferro tra Castro e Kennedy aveva portato a una rappresaglia militare. In risposta alla rivoluzione socialista, gli Usa avevano organizzato una missione per destituire il Lìder Maximo: è la famosa Baia dei Porci, con 1.400 dissidenti finanziati e addestrati dalla Cia vengono scoperti dall'esercito cubano dopo essere sbarcati a sud dell'Avana. Il colpo di Stato fallisce, Castro rimane al suo posto e le sanzioni economiche già imposte nel 1960 da Washington diventeranno sempre più aspre. Castro ormai si era trasformato in "nemico giurato" degli Stati Uniti. L'Avana ha sempre sostenuto che la Cia, e quindi gli Usa, in quegli anni abbiano tentato di assassinarlo oltre 600 volte. Poco dopo, Washington sancì lo stop alle relazioni, con il blocco totale degli scambi destinato a mettere in ginocchio il Paese caraibico. Mosca contribuì alla sopravvivenza, aiutando Cuba ad aggirare i divieti e a supplire alle carenze di beni. Un patto di ferro andato in crisi tra anni '70 e '80 (Cuba e Jugoslavia erano i leader dei "paesi non allineati") e finito nel 1991, quando il crollo dell'Unione sovietica decretò la fine degli aiuti e la gravissima crisi economica dell'isola.

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