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Parla Giovanni Fasanella

Referendum, il "golpe inglese": "Cosa c'è dietro il No a Renzi"

Referendum, il "golpe inglese": "Cosa c'è dietro il No a Renzi"

Un "golpe inglese" dietro il No dell'Economist al referendum. Ne è convinto lo scrittore Giovanni Fasanella, che sul Golpe inglese ha scritto un libro e che al Giorno spiega: "Ogni volta che gli italiani hanno provato a decidere del proprio destino, gli inglesi sono intervenuti. Per gli inglesi anche i comunisti italiani erano un'ossessione, tanto da contrastarli con ogni mezzo: persino arruolando schiere di giornalisti, intellettuali e politici destinati a orientare l'opinione pubblica e il voto degli italiani".

Secondo Fasanella l'Economist scrive, "entra a gamba tesa" e agisce in totale sintonia con gli umori e gli obiettivi dell'establishment politico e finanziario di Londra: "È loro fermo interesse continuare a mantenere il Paese in continua fibrillazione interna, dunque debole, controllabile e soprattutto incapace di esercitare un controllo nel Mediterraneo o di contare qualcosa in Europa. Ricordiamoci che i giornalisti dell'Economist sono ospiti permanenti di associazioni come il Bildemberg e la Trilateral e pensano (riuscendoci, spesso) d'influenzare la stampa italiana con le loro prese di posizione. Dettate dall'alto".

Una strategia a suo dire parallela a quella degli Stati Uniti: "Gli americani vogliono sempre avere il controllo dell'Italia, ma vogliono anche un governo e un Paese stabile; se vincerà il Sì, loro potranno trattare - ed eventualmente portare sulle loro posizioni - un presidente del consiglio che governa davvero, in senso presidenziale, e che potrà quindi garantire loro il controllo del Paese. Gli inglesi, invece, preferiscono il divide et impera". In ogni caso, conclude uno sconsolato Fasanella, "l'Italia resterà in braghe di tela. Chiunque vinca sarà nelle mani dei poteri forti stranieri".

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    29 Novembre 2016 - 07:07

    Basta con questo terrorismo psicologico da parte di giornali ,poteri forti economici-finanziari,industriali,nazioni straniere.Non c'è qualche magistrato ,con le palle,che invii qualche avviso di garanzia per questi fatti a questi loschi personaggi che vogliono governare a loro modo e non secondo la volontà del popolo?

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  • josef.sezzinger

    26 Novembre 2016 - 17:05

    E la qualità dell'azione della classe dirigente e politica che andrebbe riformata. L'organizzazione statale è buona con punte di eccellenza e con tantissime persone di qualità. Ciò che andrebbe inserito in Costituzione è un maggiore potere delle consultazioni referendarie nel determinare le decisioni parlamentari e governative. E' l'unico strumento possibile per arginare le clientele.

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  • kicner

    26 Novembre 2016 - 16:04

    L'Economist è stato influenzato da traditore D'Alema. Infatti dicono le stesse cose.

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  • babbone

    26 Novembre 2016 - 16:04

    Basta strombazzare fandonie....io voto no....a prescindere.

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