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Guerra caldissima

Lo storico Pipes: "Morto Castro, Putin e Trump si scontreranno su Cuba"

Lo storico Pipes: "Morto Castro, Putin e Trump si scontreranno su Cuba"

Uno, Donald Trump, ha esultato con un laconico "Fidel Castro è morto!". L'altro, Vladimir Putin, ha salutato il dittatore cubano come "amico sincero della Russia e simbolo di un'epoca". Passa anche da queste due reazioni l'incognita sul possibile conflitto tra Casa Bianca e Mosca sulla futura influenza da esercitare su Cuba. Ne è convinto Richard Pipes, americano, repubblicano, storico del comunismo, ex consigliere della sicurezza di Ronald Reagan e anti-castrista convinto. 

Intervistato dal Corriere della Sera, Pipes (che nel 1976 diresse anche il Team B della Cia sull'Urss) ritiene che la morte del Lìder Maximo possa facilitare il miglioramento dei rapporti tra Cuba e l'America e proprio per questo possa costituire invece un ostacolo nello storico avvicinamento tra Stati Uniti e Russia. In ballo ci sono tanti soldi, quelli sbloccati dalla revoca dell'embargo annunciata da Barack Obama: "Sarà Trump a stabilire se mantenerlo o revocarlo. Penso che il mondo degli affari americano propenda per la revoca dell'embargo, Cuba offre qualche opportunità alle nostre imprese. Il Dipartimento di Stato inoltre non ostacola più il turismo né gli scambi culturali, il clima è abbastanza disteso", spiega Pipes secondo cui il prossimo presidente "è imprevedibile: è impossibile dire come si comporterà. Potrebbe avere cambiato idea perché è un uomo d'affari pragmatico, a quanto mi risulta. Ma non azzarderei una previsione, le sue dichiarazioni di oggi non sono benevole per il regime cubano".

Dall'altra parte, "per Putin è importante mantenere i legami tra Mosca e L'Avana. Putin non vuole che le nostre aperture li danneggino, ci è ostile, starà attento a ciò che faremo. Vuole che la Russia rimanga presente nei Caraibi per ragioni politiche e strategiche e che Cuba resti al suo fianco".

Uno scenario che rende tutto più complicato: "A parole, Trump e Putin hanno un atteggiamento amichevole, anche il presidente russo ha parlato bene del nostro presidente eletto. Ma tra noi e il Cremlino esistono gravi problemi, e non per colpa nostra. Dipende anche da che governo Trump formerà". Il giudizio di Pipes su Putin c'è già, ed è durissimo: "È un dittatore, è come i suoi predecessori sovietici. Ha risanato in parte l'economia, liberalizzato i commerci e tutelato la proprietà privata ma ha violato i diritti umani e ha guastato i rapporti della Russia con noi e l'Europa".

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Commenti all'articolo

  • soter66

    27 Novembre 2016 - 22:10

    Signor Pipes,siete voi che avete guastato i vostri rapporti con il resto del mondo e di sicuro Trump non darà retta a un idiota come voi.

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  • Oscar1954

    27 Novembre 2016 - 22:10

    Cuba si affiderà all' America e fra una decina d'anni diventerà un paradiso tropicale come le Bahamas, la Repubblica Dominicana.

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