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Venti di guerra

Un'altra provocazione del Nord Corea
Accesso bloccato all’aerea industriale
ai lavoratori sudcoreani

Il complesso di Kaesong, sul territorio di Pyongyang, finanziata dalle autorità di Seul, era l'unico esempio rimasto di cooperazione economica inter-coreana

Blocchi all'ingresso dell'area industriale di Kaesong

Blocchi all'ingresso dell'area industriale di Kaesong

Con un’ennesima mossa provocatoria, la Corea del Nord ha comunicato oggi, 3 aprile 2013, a quella del Sud di voler bloccare ogni accesso al complesso di Kaesong, la zona industriale comune operativa dal 2004, finanziata dalle autorità di Seul, unico esempio rimasto di cooperazione economica inter-coreana dove tra gli altri ci sono gli stabilimenti della Hunday. Pyongyang ha impedito l’accesso all’area, situata sul suo territorio a una decina di chilometri dalla frontiera, ai lavoratori sud-coreani che ogni giorno vi si recano. Ha unicamente consentito agli 861 cittadini del Sud che vi si trovano attualmente di turno a tornare in patria.

Impatto economico devastante - Non è stato precisato quanto a lungo durerà la chiusura: l’ultimo episodio analogo risaliva al marzo 2009, e costituì una protesta per una delle tante esercitazioni militari congiunte tra Seul e gli Stati Uniti, ma dopo 24 ore si era già concluso. Kaesong, che per il Nord rappresenta una vera e propria cassaforte dalla quale ricava annualmente circa 2 miliardi di dollari in valuta pregiata, dà occupazione a oltre 53.000 nord-coreani, che lavorano per centoventi aziende del Sud. La sua importanza è tale che in genere nemmeno le ricorrenti tensioni tra i due Paesi hanno interessato in maniera significativa le attività dell’impianto, che del resto anche in giornata continuava a funzionare normalmente. Il portavoce del ministero sud-coreano per la Riunificazione, Kim Hyung-suk, ha definito l’accaduto "davvero deprecabile", e ha sollecitato il Nord a riaprire gli accessi "immediatamente". 

La preoccupazione di Mosca - "Anche un piccolo errore umano o un semplice guasto tecnico possono far degenerare oltre ogni limite la crisi della Penisola Coreana", ha denunciato il vice ministro degli esteri russo sentito dall’agenzia di stampa Interfax in merito al blocco dell’accesso all’aerea industriale di Kaesong ai dipendenti sudcoreani da parte del governo di Pyongyang. La Francia invece ha chiesto alla Cina un intervento diretto con la Corea del Nord per cercare di risolvere la crisi. Il ministro degli esteri Laurent Fabius denuncia di non poter escludere il ricorso all’arma nucleare da parte di un dittatore “imprevedibile”. “Abbiamo chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza e   chiediamo in particolare ai cinesi che hanno potere sulla Corea del Nord di intervenire”, ha dichiarato Fabius annunciando fra l’altro un  suo viaggio a Pechino alla fine della prossima settimana. “Nel minacciare una provocazione, rischiano di andare oltre. Perchè il nuovo dittatore della Corea del Nord sembra avere delle armi nucleari, possieede missili, quindi far ripartire un reattore nucleare può avere delle conseguenze molto pesanti sia per la Corea del Sud, che per il Giappone e la Cina”, ha aggiunto.

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    06 Aprile 2013 - 15:03

    non rimane che aspettare il botto. Speriamo solo che non somigli ad un sasso gettato nello stagno, che piano piano si allarga sempre più fino a raggiungere il confine di esso.

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