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Il piccolo Buddha molla tutto:

sono agnostico, studio cinema

Il piccolo Buddha molla tutto:

Osel Hita Torres, il piccolo Buddha, è diventato grande. E ha mollato tutto per poter far ritorno in Spagna e poter iniziare finalmente una vita normale, come quella di tutti i suoi coetanei. Quella vita al monastero, fatta di preghiera e di ascetismo, proprio non faceva per lui; quella tunica granata e quello scialle giallo che gli copriva le spalle erano ormai diventati un vero e proprio fardello. Un peso insopportabile. E così dopo dodici anni ha detto basta: anziché diventare maestro spirituale dei buddisti tibetani Osel ha deciso di tornare a Madrid, dove studia cinema. E si dichiara agnostico. A soli 14 mesi, nel maggio del 1986, ancora in fasce il piccolo era stato riconosciuto dal Lama Zopa come la reincarnazione del venerabile Lama Yeshe; da quel momento fu tolto alla sua famiglia e portato al monastero in Tibet, per iniziare il suo percorso spirituale. Un percorso spirituale che si è interrotto bruscamente dopo 12 anni, quando il ragazzino ha deciso di tornare nel suo Paese natale, dai suoi genitori, riprendersi la sua vita e rifarsi di quella infanzia che lui definisce, sulle colonne del quotidiano ‘El Mundo’ “piena di sofferenze”. Oggi Osel ha 24 anni: da quando era diventato maggiorenne (ed è fuggito dal momastero), aveva  fatto perdere le sue tracce. E ha deciso di raccontare la sua storia al giornale  spagnolo. “A 14 mesi già mi avevano riconosciuto e portato in India. Mi misero una tunica gialla e mi fecero sedere su un trono. La gente mi venerava... Mi tolsero alla mia famiglia e mi portarono in una situazione medievale nella quale ho sofferto moltissimo. Era come vivere in una bugia”. Oggi però Osel la sua vita se l’è ripresa. E se la terrà molto stretta.

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