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La minaccia della Cancelliera

Angela Merkel, il piano diabolico per fregare l'Italia con il doppio euro

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Angela Merkel

Non bastava un euro per fregarci. Angela Merkel ne vuole due per legalizzare quello che siamo già: schiavi. Schiavi di regole che andranno bene per Stati del Nord Europa, ma che sono completamente distanti dalla cultura imprenditoriale italiana. Schiavi di una politica comunitaria inesistente, dove il più forte - la Germania - detta la la linea e gli altri sono costretti a subire, con tanto di inchino finale. Schiavi di una moneta, l’euro appunto, che ha creato perdita di Pil, calo di occupati e crisi bancarie, solo perché il cambio fissato nel 1999 era a favore dei tedeschi. I quali, sapendo il finale del film, hanno trasformato il Reich in una macchina da guerra dell’export, che ha generato quasi mille miliardi di surplus, fermi nelle casse teutoniche.

Bene, non contenta di aver sfasciato un continente, la Cancelliera adesso vorrebbe sdoppiare l’euro. Che per non significa raddoppiare i problemi. La proposta lanciata dalla Merkel al vertice Ue di Malta, cioè pensare a un’Europa a due velocità, è positiva soltanto per una cosa: è la prima ammissione che l’Unione sta fallendo. Chi lo va a dire alla nostra sinistra o ai tanti esponenti del centrodestra che in Italia criticano Angela e gli euroburocrati, ma poi vanno a baciare la mano a Berlino?

Non c’è però da festeggiare. L’idea dei tedeschi è semplice: hanno paura che Trump imponga dazi del 20-30% sui prodotti germanici. In ballo ci sono 100 miliardi di scambi, centinaia di migliaia di posti di lavoro, i conti di Mercedes, Volkswagen o Deutsche Bank... Ecco allora il trucco: se nascono due euro, con l’Europa mediterranea svalutata del 20-30%, Berlino potrebbe pagare meno i suoi preziosi fornitori, ad esempio italiani, e salvare gli utili dei colossi industriali tedeschi. Anche se gli Usa introducessero barriere doganali feroci.

Noi? Sì, la svalutazione può essere accattivante, perché ci ricorda i bei tempi della lira debole. Peccato che all’epoca ogni Paese dell’eurozona avesse la sua banca centrale, autonoma. Il doppio euro invece rimarrebbe gestito dalla Bce. Non a caso proprio la Merkel ha fatto sapere che la prossima settimana vuole incontrare Draghi per capire come spezzare in due la Ue, dopo che le misure espansive di Francoforte hanno mandato sotto zero i tassi in Germania, favorendo ulteriormente le sue imprese nella raccolta di capitali.

Un conto è che ogni Stato torni alla propria moneta nazionale, altro discorso è addirittura pagare, con la svalutazione della moneta, per essere considerati europei di serie B. Le nostre aziende che esportano dovrebbero pagare meno i dipendenti per tenere in piedi i bilanci. Le altre imprese? Non parliamone nemmeno. Risultato finale: crollo dei consumi, più fallimenti, esplosione delle sofferenze, banche in malora e debito pubblico alle stelle.

La Merkel è comunque decisa. A fine marzo, in concomitanza del sessantesimo anniversario della fondazione della Comunità europea, vorrebbe già buttar giù due righe di accordo per rivedere poi i trattati. Ovviamente i leader più penalizzati dal progetto non si lamenteranno, perché i greci non hanno ormai più diritto di parola, gli spagnoli sono democristiani e quindi alleati di Angela che per loro troverà una scappatoia, i portoghesi non troveranno sponde, e gli italiani - cioè Gentiloni - diranno sì con un sorriso. Ce lo chiede l’Europa, no? Quindi, via, che qua dobbiamo parlare di come riformare l’Italicum. L’Italia può attendere...

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • encol

    08 Febbraio 2017 - 10:10

    Questa ci vuole solo derubare . Altro non ha in testa- Sono 20 anni che banchetta a spese nostre e nessuna pare se ne sia accorto. E' più furba di una napoletana.

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  • marcadabollo

    06 Febbraio 2017 - 09:09

    Merkel, tu e il tuo euro andrete a gambe all' aria molto presto!

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