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General Motors: Obama

annuncia la bancarotta

General Motors: Obama
General Motors ha ufficialmente chiesto l'avvio della procedura di bancarotta pilotata e ha già presentato la documentazione necessaria per procedere con il previsto piano di scorporo delle attività più sane della casa automobilistica. Un passaggio fondamentale questo proprio nell'ambito del programma di rilancio. Il gruppo si ritroverà con il Governo primo azionista, con una quota del 60% a fronte di ulteriori aiuti per 30,1 miliardi di dollari: alcuni osservatori già chiamano Government Motors la società che emergerà dalla bancarotta. ''Manterremo la quota non più del necessario'' spiegano dall'amministrazione Obama, precisando che il Governo ''non intende interferire o esercitare controllo sulla gestione giornaliera. Nessun rappresentate del Governo sarà impiegato nel consiglio di amministrazione o nella societa'''.

Gm farà ricorso al Chapter 11, sezione 363 (quella che nel codice fallimentare statunitense prevede una vendita rapida dgeli asset il cui valore rischia di essere azzerato in caso di bancarotta prolungata), fra poche ore, prima dell'apertura di Wall Street, presso il Tribunale di New York, quello che già ospita il caso Chrysler. La bancarotta di Gm, data la sua taglia e la sua maggiore complessità, durerà  più a lungo di quella della più piccola delle case automobilistiche di Detroit: l'amministrazione prevede 60-90 giorni. Per facilitare nell'ambito del processo di bancarotta la vendita degli asset della vecchia Gm a una nuova società, il Tesoro concederà un finanziamento debtor-in-possession pari a 30,1 miliardi di dollari. Oltre a questi fondi ''il Tesoro non prevede ulteriore sostegno finanziario per Gm. Anche in uno scenario particolarmente conservativo riteniamo - osservano dall'amministrazione - che i fondi siano sufficienti per far tornare Gm a crescere.

Anche perché quella delineata è una soluzione permanente per Gm''. Oltre a una quota di circa il 60%, il Tesoro riceverà 8,8 miliardi di dollari fra debito e azioni privilegiate. Alla ristrutturazione di Gm parteciperà anche il Canada. Ottawa e il Governo dell'Ontario stanzieranno finanziamenti per 9,5 miliardi di dollari. In cambio riceveranno il 12% della nuova Gm, oltre a circa 1,7 miliardi di dollari fra debito e azioni privilegiate. L'amministrazione plaude agli sforzi effettuati dal sindacato United Auto Worker (Uaw), il cui fondo Veba si trovera' a controllare il 17,5% di Gm con l'opzione di salire di un ulteriore 2,5%. Il Veba, che potrà nominare un direttore indipendente al consiglio di amministrazione ma che non godra' di diritti di voto, riceverà anche 6,5 miliardi di dollari di azioni privilegiate con un dividendo del 9% annuo. Il 10% della nuova società andrà ai creditori non garantiti: è stato proprio il loro via libera alla nuova proposta di ristrutturazione avanzata dal Tesoro a spianare la strada al Chapter 11. Il 54% degli obbligazioni hanno aderito alla proposta che offre ai creditori un iniziale 10% con l'opzione di salire di un ulteriore 15%.

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Commenti all'articolo

  • piero1939

    01 Giugno 2009 - 11:11

    tutto e quindi hanno estromesso fiat. hanno tutto da imparare altroche' wall street. quando si gioca duro e senza niente o poco non siamo secondi a nessuno. facciamo paura veramente. prima e dopo.

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