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Brasile, aereo nell'Oceano

Dieci gli italiani a bordo

Brasile, aereo nell'Oceano

È sparito dai radar. Caduto forse nell'Oceano (nella foto, il luogo della tragedia), a causa di una forte turbolenza incontrata sulla rotta. Un Airbus Air France, con a bordo 216 passeggeri (di cui dieci italiani) e 12 membri dell'equipaggio, è scomparso dagli schermi radar questa mattina al largo delle coste brasiliane. L'A 330 assicurava il collegamento fra Rio de Janiero e l'areoporto parigino di Roisy Charles de Gaulle; l'atterraggio a Parigi era atteso per le 11.10. Le speranze di trovare qualche superstite sono praticamente nulle, fa sapere una fonte dell'aeroporto Charles de Gaulle di Roissy. Che tra i passeggeri dell'Airbus 330 dell'Air France ci sarebbero almeno 10 italiani lo conferma ai microfoni di RaiNews24 il capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, precisando che si tratta di «dati basati su un'informativa ufficiale delle autorità francesi, ma sono ancora parziali». Tre di questi sono sicuramente trentini: appartengono a una delegazione in visita a strutture dell'emigrazione trentina. Si tratta di Rino Zandonai, direttore dell'Associazione Trentini nel Mondo Onlus, del consigliere regionale Giambattista Lenzi (Upt) e di Gianni Zortea, sindaco di Canal S.Bovo. La conferma è stata data dal presidente della Trentini del Mondo, Alberto Tafner. Fra i passeggeri c'erano anche alcuni vertici della ThyssenKrupp e della Michelin. Secondo fonti del gruppo tedesco, infatti, era in viaggio verso Parigi il presidente della Companhia Siderurgica do Atlantico membro del board di ThyssenKrupp, Erich Heine. Il gruppo francese Michelin invece fa sapere che erano a bordo dell'Airbus il presidente della filiale del Sud America, Luiz Roberto Anastacio, il direttore esecutivo, Antonio Gueiros, e uno dei direttori del gruppo in Francia Christine Pieraerts.

Secondo quanto riferito da una giornalista della tv France 2, durante il telegiornale delle 13, il comandante dell'Airbus avrebbe informato la torre di controllo - dopo circa di tre ore di volo - che l'aereo si trovava in una zona di forte turbolenza. Poi il contatto si sarebbe interrotto. "La cosa più probabile è che l'aereo sia stato colpito da un fulmine. Il velivolo si trovava in un'area di forte turbolenza, che ha provocato dei problemi", ha spiegato Francois Brouse, il direttore delle relazioni esterne di Air France. La dichiarazione contrasta apparentemente con il principio generale secondo cui un aereo in volo è una perfetta gabbia di Faraday che consente alla carica elettrice del fulmine di attraversare la fusoliera senza causare danni.
Intanto in Brasile sono state avviate le operazioni di ricerca, 'search and rescue', al largo delle isole dell'arcipelago di Fernando de Noronha, a circa 350 chilometri dalle coste brasiliane. Lo riporta la Cnn citando l'aeronautica brasiliana. Anche il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto al governo e alle amministrazioni interessate di "fare ogni sforzo per rintracciare l’aereo".

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    02 Giugno 2009 - 14:02

    Il Presidente degli Stati Uniti Obama l ha capito che non solo l uomo o la tecnologia è utile, ma caccia agli hachers che sono letali alla sicurezza: dire basta premiargli, ma chiamarli criminali. Io credo che un microchip fa la differenza, anche silenziare uno jumbo jet o uno F 117A Stealth detto velivolo invisibile, la produzione fu decisa nel 1978 ed affidata alla Lockheed Advanced Development Projects. California con aerodinamica curata da Aeronautical Systems Center, Base Aerea di Wright Patterson, Ohio e impiegati nelll Operazione Desert Storm. Così come nel film con Travolta che rubò uno stealth, similitudine con codici, rubati, quando fu abbattuto uno stealth in Iugoslavia? Infatti, l RCS- Radar Cross Section può essere sabotato ed ecco il mistero di cui nè problema tecnici, nè d invisibilità ma solo terrorismo. Vincenzo Alias Il Contadino. Matera

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  • antari

    01 Giugno 2009 - 20:08

    per i 10 italiani e per tutti gli altri ovviamente

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