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OccupyGezi

Turchia, ucciso un altro manifestante
Sciopero di 2 giorni contro la Polizia

A una settimana dall'inizio della protesta contro la distruzione di 600 alberi nel cuore di Istanbul sale a tre il numero delle vittime

Una manifestante fermato dalla polizia a Instambul

Una manifestante fermato dalla polizia a Instambul

A una settimana dall'inizio della protesta di Gezi Park contro la distruzione di 600 alberi nel cuore di Istanbul, quella che ora è diventata la rivolta della Turchia laica contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan dilaga ogni giorno di più in tutto il Paese e sale a tre il numero dei morti nelle proteste anti-governative. Un manifestante di 22 anni è deceduto in ospedale dopo esser stato ferito alla testa nella provincia di Hatay, nel sud del Paese. Lo ha reso noto l'ufficio del governatore locale, citato dall'emittente Ntv. Secondo altri manifestanti, il giovane era stato raggiunto da uno sparo esploso dai poliziotti. La vittima si chiamava Abdullah Comert ed era un militante del movimento giovanile del Partito repubblicano popolare (Chp), la principale forza d'opposizione laica al governo filo-islamico di Erdogan.

Sciopero contro la polizia - Intanto uno sciopero di due giorni, a partire da oggi, è stato proclamato in segno di protesta contro la dura repressione della polizia sui manifestanti: lo ha indetto una delle principali confederazioni sindacali della Turchia, il Kesk. Da parte sua il premier islamico Erdogan, in visita in Marocco, ha tentato di rasserenare gli animi: "La situazione si sta calmando e al mio ritorno da questa visita i problemi saranno risolti". Ma poco dopo la sua dichiarazione piazza Taksim si è riempita nuovamente di dimostranti che le forze dell'ordine hanno cercato di disperdere: una deputata dell'opposizione ha detto che ci sono stati 1500 arresti, centinaia di feriti.  Ovunque i manifestanti chiedono le dimissioni del "dittatore" Erdogan. Le reti sociali sono invase dagli appelli di giovani che chiedono aiuto, assistenza medica, denunciano il silenzio delle grandi tv turche sotto pressione del governo, e dalle foto scioccanti delle violenze della polizia: giovani, inerti, picchiati a terra da più agenti, volti insanguinati, un giovane che ha perso un occhio, ragazze sul lungomare di Smirne prese per i capelli e manganellate, poliziotti che sparano a tiro teso candelotti lacrimogeni ad altezza d'uomo. Molti gli episodi di violenza gratuita, incomprensibile. Fra i feriti più gravi, diversi sono stati colpiti alla testa dalle lattine dei lacrimogeni.

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Commenti all'articolo

  • z.signorini

    04 Giugno 2013 - 11:11

    I ragazzi hanno ragione, è ora di finirla con le solite solfe della religione qualunque essa sia. Andate avanti e mi auguro che i giovani europei imparino la lezione e prendano a calci tutti i parassiti politici europei che ci hanno rovinato.

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