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Scontri in piazza

Turchia, lo stop di Onu e Usa a Erdogan
"Bisogna rispettare chi manifesta"

Gli scontri in Turchia

Ancora altissima la tensione in Turchia. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ed il Governo degli Stati Uniti chiedono alle autorità turche di rispettare il diritto alla libertà di riunirsi dei  manifestanti. L’appello è arrivato ieri sera dopo che la polizia ha  cercato di allontanare i manifestanti da Piazza Taksim, a Istanbul.  "Siamo preoccupati da qualsiasi tentativo di punire le persone per  aver esercitato il loro diritto alla libertà di parola", ha affermato la portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza, Caitlin Hayden,   sottolineando il diritto "di riunirsi" e di "manifestare   pacificamente". La portavoce ha anche ricordato che la Turchia è uno stretto alleato degli Stati Uniti e che il Governo Usa auspica che le   autorità turche difendano le libertà fondamentali.

 

Scontri continui - Da parte sua, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban   Ki-moon, oltre a ricordare il diritto alla libertà di riunione, ha   ribadito la necessità di dialogare per risolvere le proteste. Gli   scontri a Piazza Taksim sono continuati anche nella notte dopo che la   polizia ha lanciato dei lacrimogeni contro un gruppo di manifestanti   anti-governativi.  La Germania ha criticato la risposta data dal governo turco alle proteste di piazza, denunciando le immagini "inquietanti" degli scontri a piazza Taksim e avvertendo che finora dal premier, Recep Tayyp Erdogan, è venuto "un segnale sbagliato". "Con le reazioni adottate finora nei riguardi della protesta, il governo turco invia il segnale sbagliato al proprio Paese e anche all’Europa", ha affermato in una nota il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle. "Tutti devono sapere che la   Turchia è senza dubbio una società aperta dove i diritti democratici  sono garantiti dalla legge e tutti li devono rispettare”. Lo ha   dichiarato il presidente turco Abdullah Gul.  Gul ha poi sostenuto che non è necessario convocare vertici di   partito per discutere delle proteste in corso nel Paese. “Non credo che possano contribuire a molto considerato l’attuale clima   politico”, ha affermato durante una visita nella provincia di Rize   sul Mar Nero. Ieri il leader del principale partito di opposizione, il  partito del Popolo repubblicano (CHP) Kemal Kilicdaroglu, aveva   chiesto al presidente di convocare un vertice dei leader di partito   per affrontare le tensioni tra polizia e manifestanti nelle proteste   di Gezi Park. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, incontrerà nel pomeriggio un gruppo di 11 persone in rappresentanza dei manifestanti di Parco Gezi. Nel gruppo, secondo l’agenzia Anatolia, fanno parte artisti, accademici e studenti. La Piattaforma Taksim, che ha dato l’avvio alle proteste 16 giorni fa, ha annunciato tuttavia di non essere stata informata dell’incontro e che comunque il gruppo "non rappresenta" i manifestanti nel Paese

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