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La privacy che non c'è

Datagate, il New York Times: "Raccolto il Dna di migliaia di americani"

Datagate, la bomba del New York Times: "Schedato il codice genetico di migliaia di statunitensi. Nell'archivio anche inconsapevoli vittime di reati"

Edward Snowden

Edward Snowden

Dopo il telefono e il web, anche il dna: centinaia di migliaia di americani, sospettati di attività criminali o sovversive (ma anche le vittime innocenti di reati) rischiano la schedatura a vita, con il loro Dna conservato nei laboratori di decine di agenzie locali di polizia. E molti di loro nemmeno lo sanno. Il campanello d'allarme lo suona il New York Times. Il cosiddetto "Datagate" si arricchisce di un nuovo, decisivo, capitolo

La banca dati - L'autorevole quotidiano statunitense scrive che un numero crescente di corpi di polizia, in tutti gli Stati Uniti, starebbe creando vere e proprie banche dati del codice genetico dei potenziali sospettati, senza che i donatori ne siano a conoscienza. Secondo il NYT si tratta di una attività che procede con discrezione e che avvicina le diverse polizie locali a stelle e strisce a un'attività che era di stretta competenza dell'Fbi. Una notizia destinata a fare scalpore e a sollevare un aspro dibattito nei giorni caldissimi per la privacy: di pochi giorni fa, infatti, la rivelazione dell'esistenza del programma segreto di intercettazioni a tappeto gestito dalla Nsa.

Gli "inconsapevoli" - Secondo il New York Times le banche dati locali vengono gestite in base a regole proprie: così i corpi di polizia avrebbero margini di manovra più ampi rispetto ai regolmenti statali e  federali. Secondo il quotidiano, la tendenza a catalogare il Dna accelererà dopo la recente sentenza della Corte suprema, che ha confermato la legittimità di una norma approvata in Maryland che consente alle autorità di raccogliere campioni di codice genetico delle persone finite in manette per crimini gravi. Come detto, però, in alcuni casi i campioni raccolti non appartengono a persone condnanate o arrestate per crimini gravi, ma anche alle vittime, senza che però queste siano consapevoli di essere state schedate.

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Commenti all'articolo

  • 19gig50

    14 Giugno 2013 - 09:09

    Il dna andrebbe prelevato a tutti alla nascita così come le impronte digitali e conservare il tutto in una banca dati. Molti assassini verrebbero scoperti senza spendere in indagini lunghissime e talvolta infruttuose. Male non fare, paura non avere. Chi si comporta bene non avrà nulla da temere. A proposito ma, a tutta la gente che quotidianamente arriva in Italia, almeno le impronte digitali verranno prese o la nera e la sua amica lo hanno vietato? Tra un pò non avremo più nemmeno il miele perchè qualcuno ha portato dall' asia larve di una vespa killer per le nostre api.

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