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Airbus disintegrato, Le Monde

"Velocità non adeguata"

Airbus disintegrato, Le Monde
L'Airbus dell'Air France precipitato nell'oceano Atlantico lungo la tratta Rio de Janeiro-Parigi lunedì scorso potrebbe essersi disintegrato a causa della velocità "errata". È quanto sostiene il quotidiano francese Le Monde sul suo sito Internet, citando "fonti vicine all'inchiesta". Nelle ultime ore si sono accavallate le fughe di notizie da "fonti vicine all'inchiesta" che si svolge in Francia. L'eccessiva perdita di velocità e il susseguirsi di eventi catastrofici potrebbero essere all'origine della disintegrazione dell'apparecchio. I resti, dispersi su più di 300 chilometri ne sarebbero la prova. Una tale disintegrazione - si fa osservare - sopraggiunge di solito in caso di violento fenomeno atmosferico o di attentato terroristico. Un'ulteriore testimonianza in questo senso verrebbe dall'ultimo messaggio emesso dall'aereo, che ha segnalato lo stato di «cabina in velocità verticale» che indica un'improvvisa decompressione, causa o conseguenza di una disintegrazione avvenuta in volo. Altri messaggi erano stati inviati dall'Airbus nei minuti precedenti, segnalando la presenza di gravi disfunzionamenti ai comandi elettrici che avrebbero deteriorato i sistemi di controllo della stabilità dell'apparecchio.
Ma c'è anche chi sostiene che la velocità sia stata "erronea", nel senso di troppo ridotta.
Ma le autorità per l'aviazione brasiliane ritengono assai improbabile l'ipotesi che sia stata un'esplosione a bordo la causa che ha fatto precipitare l'airbus Air France nell'Oceano Atlantico lungo la tratta Rio de Janeiro-Parigi lo scorso lunedì. Lo ha detto il ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim. «La lunga macchia di kerosene trovata in mare nella stessa zona dei detriti dimostra che è improbabile che a bordo dell'aereo ci sia stato un incendio o una esplosione, ma questa è solo un'ipotesi», ha spiegato il ministro.
Ieri invece alcuni esperti di Air France avevano sostenuto li'potesi dell'esplosione in volo.

Trovati altri rottami -  È stato trovato un pezzo di carlinga, o ala, di sette metri che dovrebbe appartenere all’Airbus 330 dell’Air France scomparso lunedì. A diffondere la notizia sono state le autorità brasiliane che stanno proseguendo le ricerche in un'area di 177 mila miglia quadrate circa 650 chilometri a nordest dell'isola Fernando de Noronha. Per ora oltre al rottame metallico e ad alcune chiazze di carburante non è stato avvistato altro, niente sopravissuti. Intanto Air France ha anche fornito un elenco più completo dei passeggeri: le 228 persone a bordo dell'Airbus rappresentavano 32 nazionalità diverse: 72 i francesi, 59 i brasiliani, 26 i tedeschi, 10 gli italiani. Per il recupero dei quali le speranze sono veramente ridotte ai minimi termini: i corpi delle vittime possano infatti essere scomparsi perché mangiati da pesci. Il ministro Jobim non ha escluso che nelle acque calde dell'oceano dove è precipitato l'aereo ci possano essere squali. Il ministro ha anche ricordato che i corpi umani non dilaniati e con il «ventre integro» quando affondano ritornano in superficie «tra 48 ore e sei giorni dopo» il disastro «per effetto dei gas prodotti dagli organi interni» in decomposizione. Quelli con «il ventre perforato invece non riemergono».

Un lampo nella notte - Un pilota del volo Lima-Madrid di Air Comet, che lunedì si trovava a transitare proprio nell'area in cui è scomparso l'Airbus francese, ha raccontato di avere notato un «lampo di luce bianca» alle 3.15 ora italiana del 1 giugno nel cielo sopra Cayenne, in Guyana francese, in prossimità di una «tormenta con attività elettrica a est». Della vicenda parla il quotidiano spagnolo El Mundo. Il volo Air France proprio in quel momento avrebbe dovuto viaggiare sull'Equatore a 30 gradi ovest di longitudine. Il rapporto è stato trasmesso all'Air France e di fatto tira di nuovo in ballo la pista dell'esplosione. Il lampo, come anche osservato dal copilota e da una passeggera dell'aereo Air Comet, «ha seguito un traiettoria verticale e discendente e si è dissolto in sei segmenti». L'aereo di Air Comet era esattamente a sette grandi al nord dell'Equatore nel meridiano 49 est, stessa ubicazione stimata dell'A330 nel momento della sua scomparsa, intorno al meridiano 30 est. Il comandante ha anche aggiunto nella sua notazione di non aver ricevuto alcuna comunicazione in frequenza di emergenza o aria-aria nè prima nè dopo l'accaduto.

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