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Venezuela

Los Roques, ritorvato l'aereo scomparso nel 2008

L'annuncio del governo di Caracas: "Si trova in grande profondità, a circa 900 metri". Nella stessa zona, a gennaio, precipitò il velivolo con Vittorio Missoni a bordo"

L'arcipelago di Los Roques

L'arcipelago di Los Roques

Il governo del Venezuela ha annunciato che è stato localizzato l’aereo caduto in mare nel gennaio 2008 mentre volava da Caracas verso l’arcipelago di Los Roques e che portava a bordo 14 persone, tra le quali 8 turisti italiani. Il relitto, con le sigle YV2081 e del tipo LET-410, è stato localizzato a 900 metri di profondità e circa a 9 chilometri dall’arcipelago venezuelano. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno, Miguel Rodriguez Torres. Il ministro ha aggiunto che verranno consegnate alla Procura le foto e l’ubicazione esatta dell’aereo in modo che possa recuperare il relitto, "che si trova a grande profondità". La Procura ha spiegato che alle ricerche ha partecipato la nave oceanografica statunitense SeaScoput, in base ad "accordo tra i governi di Venezuela e Italia".

La tragedia Missoni - Le notizie non danno alcuna informazione sui resti umani o di oggetti appartenuti ai passeggeri ritrovati in loco, né fanno riferimento alcuno al modo in cui si cercherà di riportare a galla il relitto, adagiato adesso sul fondo del mare. La sparizione dell’aereo, avvenuta il 4 gennaio, è stata seguita esattamente cinque anni più tardi dalla sparizione nella stessa zona di un altro aereo con a bordo quattro italiani, tra i quali Vittorio Missoni, erede dell’impeto della moda, il cui 'patron' Ottavio, è morto qualche mese più tardi. La coincidenza delle date ha indotto a ogni tipo di speculazione e voci, che comunque non hanno scalfito la fama di Los Roques, l’arcipelago situato circa 200km a nord di Caracas, e una delle principali mete turistiche del Venezuela e dei Caraibi.  

"Fare luce" - La localizzazione dell’aereo "è una buona notizia" perché potrà fornire elementi per "far luce" sulle cause dell’incidente. Ma allo stesso tempo, "riapre una piaga che si vorrebbe tenere definitivamente chiusa". Giancarlo Naldi, zio da parte materna di Annalisa Montanari (avvocato di 42 anni all’epoca dei fatti), una delle due bolognesi disperse a bordo del velivolo, ricorda il grande dolore patito dalla sua famiglia in questi ultimi cinque anni e, da generale dell’aeronautica (ora in pensione) attende di conoscere gli esiti delle future ricerche sul relitto per poter avere elementi più certi in merito alla dinamica dell’incidente. "Verosimilmente potrebbe essersi trattato di un’avaria - ha spiegato - ma si tratta ancora di un’ipotesi. Bisogna capire se analizzando le apparecchiature a bordo dell’aereo sarà possibile ottenere informazioni attendibili". 

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