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La malattia

Mandela peggiora. Il presidente del Sud Africa: "Pregate per lui"

Dopo 16 giorni di ricovero il premio Nobel lotta ancora contro l'infezione polmonare

Nelson Mandela

Nelson Mandela

Ricoverato l'8 maggio scorso con un'infezione polmonare, l'ex presidente sudafricano Nelson Mandela, verte adesso in gravi condizioni. Dopo sedici giorni di ricovero, presso l'ospedale di Pretoria, Madiba - come viene affettuosamente chiamato dai suoi connazionali - non sembra migliorare. Il padre del moderno Sudafrica, sotto osservazione per la recrudescenza di una grave infezione polmonare, è "critico". A dare la notizia il portavoce del presidente Jacob Zuma. In particolare il già precario stato di salute di Mandela, 94 anni, si è aggravato nelle ultime 24 ore. Il premio Nobel per la Pace era già stato ricoverato in ospedale, sempre per la stessa infezione polmonare, a fine marzo dove era rimasto per circa una settimana, per poi fare ritorno a casa. Poi la ricaduta.

"E' costante" - Zuma, che nella giornata di ieri ha fatto visita a Mandela in ospedale, ha reso noto che: "I dottori stanno facendo tutto il possibile per migliorare le sue condizioni. Madiba è seguito costantemente. Si trova in buone mani. Dobbiamo pregare per lui". I suoi problemi polmonari risalgono alla tubercolosi che Mandela contrasse nel 1980 mentre si trovava nella prigione di Robbem Island dove trascorse 27 anni. Nel 1993 vinse il Nobel per la Pace con l’ultimo presidente bianco Frederik Willem de Klerk, con cui pose fine al regime segregazionista sudafricano. Nel 1994 divenne il primo presidente nero eletto e si dimise dopo 5 anni. Dal 2004 si è ritirato dalla vita pubblica. Da dicembre è stato ricoverato 4 volte in ospedale.

"Preghiamo per lui" - Solidarietà e preghiere da tutto il mondo accompagnano queste ore del premio Nobel. Anche la Casa Bianca ha voluto esprimere il suo sostegno verso l'ex presidente: "Abbiamo visto gli ultimi  rapporti del governo sudafricano che indicano che l’ex presidente Mandela è in condizioni critiche", ha detto la portavoce del  Consiglio della sicurezza nazionale Usa, Caitlin Hayden, che ha poi aggiunto: "I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con lui, con la sua   famiglia e con la popolazione del Sudafrica".

I ritardi - La stampa ha rivelato importanti dettagli circa gli avvenimenti accaduti nella notte in cui Mandela fu trasportato d'urgenza in ospedale. Secondo lo scoop l’ambulanza che trasportava l'ex presidente in ospedale ebbe un guasto al motore che costrinse il veicolo a fermarsi ed attendere l’arrivo di un altro mezzo di soccorso. A confermare l'indiscrezione è un portavoce della  presidenza sudafricana, precisando che il premio Nobel per la pace fu trasferito a bordo della seconda ambulanza, sempre assistito da infermiere esperte e che la sua salute non fu mai a rischio, malgrado le temperature rigide registrate quella  notte. Secondo fonti citate dall’emittente americana CBS però Mandela dovette attendere 40 minuti prima dell'arrivo della seconda ambulanza.

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