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In Gran Bretagna

Fa male, no fa bene. Ora il porno diventa oggetto di una rivista scientifica

L'anno prossimo uscirà una pubblicazione seria sull'argomento con analisi e studi medici

Fa male, no fa bene. Ora il porno diventa oggetto di una rivista scientifica

Il porno non è solo materia di "divertimento" per maggiorenni o un argomento che divide moralisti e libertini. Ora la pornografia diventa oggetto di studi scientifici. L'anno prossimo, infatti, uscirà il primo numero di una rivista seria sull'argomento. Come riporta Repubblica, la pubblicazione sarà diretta da Feona Attwood, che ha una cattedra in Sex, communication and culture all'università di Middlesex, e Clarissa Smith, titolare di una cattedra simile a Sunderland, in Inghilterra.  

Ma "Porn studies" ha già acceso il dibattito. Secondo i moralisti, c'è poco da indagare: la pornografia è legata allo sfruttamento del corpo della donna, alla prostituzione, alla violenza e pure alla pedopornografia. E guardarla, in tutte le sue forme e attraverso qualsiasi mezzo è pericoloso. Ma per molti altri invece il porno, addirittura, farebbe bene. Di certo l'argomento fa discutere e merita di essere indagato e analizzato. E c'è da scommettere che la rivista non passerà inosservata. 

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