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Londra, il voto travolge

il governo di Brown

Londra, il voto travolge

Il Primo ministro britannico Gordon Brown è appeso ad un filo: i primi risultati delle elezioni amministrative che si sono tenute in Gran Bretagna in concomitanza con quelle Europee, hanno sentenziato che il partito laburista ha perso 200 seggi, mentre l’opposizione dei Conservatori ne ha conquistati 194.
"Ripuliremo la politica" - Ma è all’interno del governo che ormai Brown gioca le sue ultime corte dopo la lunga fila di ministri che si sono ritirati. “Porterò a termine il mio lavoro, non avrò esitazione e non me ne andrò”, ha detto il Primo ministro. Lo scandalo sui rimborsi spese ha profondamente colpito la maggioranza di governo. E così il Primo ministro ha lanciato l’ultimo appello: “Ripuliremo la politica”. E ancora: “Se non fossi convinto di essere la persona migliore per guidare la Gran Bretagna non sarei qui. Ho la convinzione di portare avanti questo Paese in difficili condizioni economiche ed è quello che sto facendo. Credo - ha proseguito - che il dovere verso il Paese sia più forte che verso se stessi o il partito”.
Nuove dimissioni - Nel frattempo al numero 10 di Downing Street è arrivata la lettera di dimissioni di Caroline Flint, ex segretario per gli Affari comunitari, che ha manifestato apertamente il dissenso dall’operato dell’esecutivo e del suo capo. È solo l’ultimo capitolo della saga conclusiva di Brown, che nel frattempo programma un nuovo governo. Un rimpasto vero e proprio.
Rimpasto nel governo - Sono stati confermati nel loro incarico Alistair Darling alle Finanze, Peter Mandelson al Commercio, con competenze allargate, e David Miliband agli Esteri. Resta al suo posto anche Jack Straw, alla Giustizia. Numerose però le facce nuove. AlanJohnson, ex ministro della Sanità è il nuovo ministro dell'Interno al posto di Jacqui Smith, che ha gettato la spugna per i film hard visti dal marito e pagati con i rimborsi. Bob Ainsworth assume l'incarico della Difesa al posto del dimissionario John Hutton, un fedelissimo dell'ex premier Tony Blair.
Yvette Cooper è la nuova segretaria del Lavoro e delle pensioni, per rimpiazzare James Purnell, che ha abbandonato il governo accusando platealmente Brown di portare il paese alla rovina. John Denham è il nuovo ministro delle Collettività locali per colmare il vuoto lasciato dalle dimissioni di Hazel Blears.

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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    06 Giugno 2009 - 09:09

    Chiedo scusa è l'Economist. Entrambe questi newspaper sparano giudizi sull'Italia, che Repubblica riporta pedessequamente. Peccato che non riporti i giudizi, se ne danno, sul governo e sui ministri britannici: un esempio di rettitudine. Sono i primo della classe, noi gli ultimi. DeBenedetti dovrebbe cambiare nome in Male detti, visto il vizio del suo giornale. Siamo i migliori, senza riferimenti alla buonanima di Togliatti. Asvedommia

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  • ghorio

    06 Giugno 2009 - 09:09

    Per la stampa italiana Gordon Brown è in procinto di cadere da circa un anno,quasi all'indomani della sostituzione di Blair, e pure è al suo posto e determinato nelle sue scelte. Non simpatizzo per il laburisti, anche se Blair è stato magnificato a destra e a sinistra, e pertanto la cosa non mi interessa più di tanto. Agli inglesi invidio il loro sistema elettorale dei collegi uninominali, con voto maggioritario. Naturalmente bisogna dire che il comportamento dei ministri dell'attuale governo è da "dilettanti allo sbaraglio", se si considera che la ministra dell'interno Jacqui Smith ha chiesto il rimborso perfino dei film hard noleggiati dal marito. Una cosa assurda, a meno che nella vicenda non ci sia stata tanta arroganza del potere, da pensare che nessuno avrebbe mai controllato. Una cosa , però, va detta: in Gran Bretagna, l'istituto delle dimissioni esiste e viene osservato, cosa piuttosto rara in Italia, anche per situazioni molto più gravi. Giovanni Attinà

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