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Il commento di Mughini

Shelby Carter, la modella che si spoglia al bar e diventa la diva sexy del web

In un ristorante di New York posa in lingerie per un fotografo e resta in lingerie tra la gente: geniale trovata per rimediare clic

Shelby Carter, la modella che si spoglia al bar e diventa la diva sexy del web

E siccome ciascun Paese al mondo ha la Sara Tommasi che si merita, nessuno può negare che codesta modella ventiduenne americana, Shelby Carter, in fatto di eleganza  e bellezza si lascia indietro la nostra conterranea di parecchie centinaia di miglia. Texana di nascita, una che nella sua vetrina web si presenta come una modella e un’attrice che vorrebbe diventare un’icona del nostro tempo, da un giorno all’altro è divenuta una star cliccatissima su Internet. Pigiate il tasto Google e troverete 29 milioni e oltre di richiami che la riguardano, e va bene che quei richiami sono nella loro buona parte monnezza, ma restano cifre impressionanti per uno come me che quando va al cinema a vedere i film che ama, si ritrova in una sala dove ci sono sì e no altre dieci persone.

Che cosa ha fatto di talmente strepitoso questa bella e ambiziosa ragazza dei nostri giorni? È stata scelta come modella da un fotografo americano, Allen Henson, che la sa lunga quanto all’inventarsi sequenze cinematografiche piccanti. E dunque ecco che la nostra intrigante eroina monta sino alla terrazza di un famoso albergo di Manhattan, si siede al bar alla maniera di una che vuole consumare una bevanda, poi si mette in piedi, si slaccia il vestito, rimane in reggiseno mutandine e reggicalze per poi incamminarsi a scorrere tra tavoli affollati i cui clienti nel guardarla si barcamenano tra imbarazzo e ammirazione. 

Lo streaptease - Tutto questo mentre Henson la pedina attentamente con la sua macchina fotografica. E dato che Sheryl su quel terrazzo ha fatto trenta, fa trentuno nel senso che si toglie anche il reggiseno e quel che ne resta scoperto avrebbe destato l’ammirazione del protagonista di un celebre romanzo di Philip Roth. A questo punto il direttore del locale interviene e prega il fotografo e la modella di smammare. Giù all’ingresso dell’hotel, e mentre la nostra eroina è tuttora abbigliata di nient’altro che reggiseno e mutandine, arrivano due poliziotti. Da come sorridono e se la prendono comoda, capisci che anche loro sono dei buongustai in fatto di performances che hanno al loro centro il corpo femminile. E difatti l’intero video offre un gran bel guardare da quanto tutto del racconto vi è misurato e da quanto è straripante, nel modo giusto e nei punti giusti, la modella che stiamo decantando. Altro che Sara Tommasi. Oltretutto Henson promette che ne farà ancora di queste birichinate, scovare un posto pubblico frequentatissimo e scompaginarlo emotivamente a forza di modelle discinte da lui fotografate. Per quanto mi riguarda, saranno bene accette. Eccome.

Mi direte che è il tempo dei seni femminili messi in mostra a promuovere l’una o l’altra causa. Un paio di mesi fa ricordo le immagini di un gruppo animalista che rumoreggiava innanzi a Montecitorio e dove faceva da primattrice una belle ragazza a seno scoperto. Quanto alle «Femen» e alle loro mosse contestatrici in tutto il modo, ne sapete già abbastanza. Qualcuno mi obietterà che già quarant’anni fa Andy Warhol diceva che quindici minuti di celebrità non si negano a nessuno che si sia tirato giù i pantaloni a piazza San Pietro. E dunque non ci sarebbe nulla di nuovo in quello che ha orchestrato il duo Henson/Carter, gente la cui celebrità durerà qualche giorno e poi sarà sovrastata da altri performers, uomini o donne più o meno discinti. Sì e no.

Foto roventi - No. La novità, rispetto ai tempi di Warhol, è data dall’esistenza del web e della comunicazione che vi regna sovrana. Milioni di immagini meglio se femminili, un diluvio di foto roventi cui chiunque può accedere nel tempo di un clic e senza pagare un centesimo. È un vero e proprio universo parallelo rispetto a quello cui eravamo abituati. Voi sapete che non ne sono un adepto (e talvolta di questo mi sento un po’ colpevole, come di uno che resti cieco innanzi alla modernità), ma è un fatto che il linguaggio di Internet - e dunque i suoi eroi, le sue eroine - piombano sulle nostre anime e sulle nostre abitudini peggio che un bombardamento a tappeto. Ieri mattina non sapevo un’acca della modella texana Shelby Carter. Dopo un’adeguata perlustrazione sul web, ancora me ne manca il fiato della sua bellezza. E voi lo sapete che senza bellezza femminile non si può vivere. Grazie, Henson.

Ps. Se poi qualcuno mi dovesse obiettare che la bellezza femminile non ha bisogno di mutandine e reggiseno per risaltare, con me sfonda una porta. Addosso a una donna non c’è nulla per me di più erotico di una maglietta qualsiasi e di un paio di jeans stinti. È talmente ovvio che mi vergogno persino a rimarcarlo. Solo che quando la bellezza femminile ti arriva, e comunque ti arrivi, che altro puoi fare se non plaudirla?

di Giampiero Mughini

 

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