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Verso la guerra

Siria, il sì del Senato Usa a Obama: raid militare entro 60 giorni

Ora si aspetta il 9 settembre, data in cui il Congresso sarà chiamato a votare per il sì definitivo. Cina e Russia rimangono contrarie

Siria, il sì del Senato Usa a Obama: raid militare entro 60 giorni

L'ipotesi di un raid statunitense in Siria si fà sempre più reale. Oggi il Senato sarà chiamato a votare sulla bozza di risoluzione che autorizza l'intervento militare americano contro il regime di Assad. Elaborato tenendo conto delle posizioni repubblicane e democratiche, il testo prevede un limite di 60 giorni per l'operazione, con la possibilità di una sola proroga di altri 30 giorni previa approvazione del Congresso. Si vieta inoltre un attacco via terra, ipotizzato dal segretario di Stato John Kerry e prontamente stroncato dal repubblicano Bob Corker, che aveva defito la sua idea "non molto appropriata". Se la bozza sarà approvata, come appare probabile e come spera il presidente Usa Barack Obama, passerà all'esame dell'aula il 9 settembre. 

I repubblicani si erano già schierati a favore dell'azione militare attraverso il portavoce John Boehner: tenendo conto delle richieste dell'opposizione il testo è stato modificato e sostituito a quello proposto in un primo momento dalla Casa Bianca, giudicato eccessivo per tempi e spazio di manovra.

Intanto a parlare è anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che aveva scongiurato la decisione di attacco statunitense senza l'appoggio delle Nazioni Unite. A rimanere ferme sulla loro posizione anche Russia e Cina. Vladimir Putin ha ribadito che in mancanza di prove certe sull'uso di gas chimico a Damasco è impossibile pensare a un'azione di forza. In questo clima Obama è volato in Svezia, dove nel 2009 ricevette il premio Nobel e prima tappa del viaggio verso San Pietroburgo, città in cui si terrà il G20. Un summit sempre più arroventato: nessun incontro bilaterale col leader russo, mentre ci sarà un vertice tra Obama e Hollande e col presidente cinese Xi Jinping.

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Commenti all'articolo

  • oasis77

    04 Settembre 2013 - 13:01

    Chissà cosa diranno ora i vari gramellini, puppato&soci!!! Questo qua utilizza la scusa dei bambini per bombardare e dare un altro scossone all'economia.. Aspetto i no-tav, i no qua, i no là ed infine tutti i giovani con bandiere del che e della falce e martello compresa quella della pace in piazza a manifestare.. Che ridere..

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  • pclaudio

    04 Settembre 2013 - 13:01

    ... Il peggior presidente nella storia degli Usa. Guarda caso piace tanto al radicalismo chic internazionale. E pensare che una volta, pur con tutti i loro eccessi e difetti, guardavo agli Usa come a un faro di democrazia e libertà. Oggi si sono ridotti a una decadente potenza imperialistica ammantata di falso terzomondismo, guidata da un inetto che si è meritato il Nobel per la pace a suon di droni, spionaggio globale e destabilizzazione geopolitica sfrenata. Anche l'Italia, invasa dagli immigrati e sloggiata a calci dagli affari libici, ringrazia sentitamente. Meglio tralasciare, poi, gli scontati paragoni con l'odiatissimo George W Bush. Uno che quantomeno ha l'attenuante d'essersi beccato l'11 settembre fra capo e collo. E che (nessuno lo ricorda) col suo piano contro l'aids ha salvato 2 milioni e mezzo di africani, tanto che nel Continente nero lo considerano un eroe.

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  • frabelli

    04 Settembre 2013 - 13:01

    Obama non mi è mai piaciuto, sono sempre stato convinto che ha vinto le elezioni solo perché negro e non per una sua superioritàà rispetto all'avversario politico. Appena eletto gli hanno dato il Nobel per la pace - mai vista una cosa così prima - dopo qualche tempo ecco che scatena una guerra_umanitaria. Anche molti americani si ricredono e, dopo aver rivinto le elezioni, non si sa come, eccolo scatenare un'altra guerra con motivazioni non provate. Proprio un bel presidente, e molti prendevano in giro Bush, c'è da ricredersi.

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