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Il terzo Reich di Angie

Ecco cosa possiamo chiedere
alla Regina d'Europa

La Merkel ha stravinto e non vuole cambiare, salvo dettagli. Ma se la Fed colpirà ancora i clienti di Berlino anche la Cancelliera sarà costretta a rivedere la sua politica europea

Angela Merkel

Angela Merkel

«La nostra politica sull’Europa non cambierà», scandisce Angela Merkel, dopo la trionfale rielezione. «Solo un pazzo poteva aspettarsi un cambio di rotta dopo le elezioni – risponde a distanza Wolfgang Münchau del Financial Times, uno dei critici più feroci dell’austerità imposta all’Europa – Ma molte cose sono comunque cambiate. E non in meglio...». Frau Merkel non bada alle frecciate degli sconfitti. E, da buona regina, accetta i regali in arrivo nel giorno del trionfo.  Uno lo manda Mario Draghi, che afferma davanti al Parlamento europeo che «i dati sulla fiducia sostengono la visione secondo cui l’attività economica della zona euro dovrebbe continuare la sua lenta ripresa nell’attuale trimestre, nonostante la produzione debole a luglio». Insomma, Non sollecita herr Draghi un cambio di passo dalla signora di tutte le Germanie: certo, la disoccupazione morde ma l’unico modo per venirne a capo  è che l’Europa più «discola» continui a fare i compiti, cioè le riforme.   Anche Moody’s, una delle agenzie di rating che in questi anni hanno scandito a suon di bocciature il cammino di Eurolandia, stupisce tutti con una promozione: migliore l’outlook dell’Irlanda, da stabile a positivo, e lo spread di Dublino scende sotto i 200 punti. Musica per frau Merkel:  Dublino è , tra i Paesi più fragili dell’Unione Monetaria, quello che ha seguito con più diligenza la ricetta dell’austerità. Non dispiace a frau Merkel, in questa cornice, poter spiegare agli europei che la buona Cancelliera saprà distinguere  tra buoni e cattivi. 

Insomma, almeno a  prima vista, la politica del nuovo governo Merkel sembra destinata ad assomigliare a quella vecchia. Certo, qualcosa si dovrà concedere agli alleati, ma mica troppo. Più facile che siano i socialdemocratici a doversi adattare al passo della Cancelliera vincitrice che non viceversa. A meno che, tradendo il messaggio di Gerhard Schroeder non si schierino con l’estrema sinistra, condannadosi ad un lungo limbo.  Anche i falchi dell’austerità, del resto, dovranno subire la legge di Mutti Merkel: è difficile, anche se non impossibile, che dopo il plebiscito a favore del rigore morbido della Cancelliera, la Corte Costituzionale di Karlsruhe o i pasdaran dell’ufficio legale della Bundesbank  alzino il temuto veto sul piano Draghi, da lei sostenuto. Quel progetto, che non è costato un solo euro ai contribuenti tedeschi, è nei fatti uno dei capolavori della strategia  tedesca di Mutti Merkel: sì all’Europa, purché non costi un euro ai tedeschi. È la linea che, facile previsione, la Cancelliera seguirà anche per l’Unione bancaria: sì alla supervisione comune, almeno per le banche del Sud. Ma alle nostre ci pensiamo noi.

Insomma, avanti con il passo di marcia di sempre, all’insegna della stabilità.  O no? Certo, la strategia di gioco di Berlino non cambia. O cambierà poco. Ma le circostanze esterne potrebbro essere diverse, a partire dalla solita Grecia. Ieri sulla scrivania del Cancelliere sono arrivati i primi resoconti degli ispettori della Troika impegnati nell’ennesima  visita ai conti di Atene. Ancora una volta, la Grecia ha bisogno di un forte sconto sui debiti che non è in grado di restituire. Non è una novità perché si sa  da tempo, anche se la Germania ha fatto finta che così non fosse, che Atene non è né sarà in grado di rispettare gli impegni. Ma la novità è che stavolta Atene non deve i soldi a banche o privati: due terzi dei 300 miliardi dei debiti greci sono a fronte di fondi dell’Unione Europea e dei Paesi membri,  Germania in testa. Non solo. Il Fondo Monetario, sotto la spinta dei Paesi Emergenti, stavolta limiterà i suoi impegni. Insomma, stavolta sarà difficile se non impossibile imporre la politica del rigore a uso e consumo dell’opinione pubblica interna. Ma la Merkel ci proverà. 

Già, la Merkel deve il suo successo alla fortuna dell’export, che ha consentito alla locomotiva tedesca di marciare a un discreto successo nonostante la crisi dei vicini e la compressione dei salari. Ma andrà sempre così?  Sì, se nel prossimo futuro si consoliderà la ripresa americana e, di riflesso, pure il dollaro. Probabilmente no, se al contrario le scelte della Fed colpiranno al cuore le economie emergenti, grandi clienti di Berlino, e provocheranno un ulteriore aumento dei tassi tedeschi in parallelo a quelli Usa.  In quel caso, per non compromettere la ripresa europea, la Germania dovrebbe assumere il ruolo di locomotiva, favorendo i consumi interni e investendo l’enorme surplus accumulato in questi anni nell’Europa «periferica».   La Merkel sceglierà questa via? No, come del resto in passato hanno fatto, dopo il successo elettorale, i Cancellieri promossi per un secondo mandato.  Del resto, come nota il Financial Times, da decenni i momenti più fortunati dell’economia tedesca hanno coinciso con le crisi dei vicini. E viceversa. È il destino di un Paese che continua a voler ignorare che la fortuna del creditore, prima o poi, è legata a quella del debitore.

di Ugo Bertone

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Commenti all'articolo

  • ectosilver

    29 Settembre 2013 - 23:11

    La Merkel ha lo stesso carattere del personaggio della fiaba musicata da Mozart,e adesso è anche la voce da tenore più forte nel coro dei politici europei. Noi italiani possiamo solo sperare che l'alba della ripresa economica e politica arrivi presto, però appare chiaro che dovremo combattere ancora con i suoi diktat e il suo egoismo pantedesco.

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  • dx

    24 Settembre 2013 - 16:04

    è quel che si meriterebbero gli italiani pasticcioni mangiaspaghetti rubagalline e suona mandolini. un po' di wurstel tedeschi doc magari raddrizzerebbero la schiena a molti che tanto, cmq vada, a questo sinistro paese, i tedeschi, i loro wurstel economici, ce li metteranno di sicuro. garantito.

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  • mirtilla2011

    24 Settembre 2013 - 15:03

    chiederei due cose: 1) poter mangiare almeno un piatto di spaghetti aio e oio almeno una volta settimana 2) far "espiare" la pena ai servizi sociali in Cermania a Silvio

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  • peroperi

    24 Settembre 2013 - 14:02

    ci obbligherà a mangiare wurstel tutti i giorni. Pizza ai wurstel Spaghetti ai wurstel Lasagne ai wurstel e se abbiamo voglia di wurstel, wurstel ai wurstel.

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