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La Sapienza fischia Gheddafi

"Usa terroristi come Osama"

La Sapienza fischia Gheddafi
Il leader libico Gheddafi è arrivato all'Università La Sapienza, dove terrà un discorso nell'aula magna. Al suo arrivo, all'esterno del rettorato, è stato accolto dai fischi degli studenti. Un imprevisto cambio di programma ha fatto pensre che il leader libico Gheddafi avrebbe saltato l'appuntamento: uscendo dal Senato, infatti, si è diretto al quartier generale di Villa Algardi, a villa Pamphili, e non all'università. Gheddafi è arrivato a villa Pamphili poco dopo le 13.30.auto blu entrate all'ateneo romano. Gli studenti che stavano manifestando davanti al Rettorato dell'Università La Sapienza hanno iniziato a lanciare fumogeni e secchi di vernice rossa alla vista di alcune - Alcuni fumogeni sono stati lanciati anche contro uomini delle forze dell'ordine. Polizia e carabinieri hanno tentato di fare indietreggiare gli studenti che poi sono fuggiti verso la scalinata della facoltà di Lettere, a pochi metri dal Rettorato. Le forze dell'ordine hanno blindato la piazza del Rettorato, dove sorge la statua della Minerva.

Discorso al Senato - In mattinata il leader libico ha parlato
nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede della presidenza del Senato. Durante il suo discorso Gheddafi ha trattato anche l'argomento terrorismo e ha attaccato gli Stati Uniti. "Quale differenza c'é tra l'attacco degli americani nel 1986 contro le nostre case e le azioni terroristiche di Bin Laden?", è il provocatorio  l'interrogativo posto dal Colonnello libico. "Se Bin Laden non ha uno Stato ed è un fuorilegge, l'America è uno Stato con regole internazionali", ha aggiunto il colonnello, che ha rincarato la dose contro Washington: "Grazie agli Stati Uniti oggi l'Iraq è diventato un'arena aperta per i terroristi di al Qaida - ha aggiunto - L'Iraq era una fortezza contro il terrorismo, con Saddam Hussein al Qaida non poteva entrare, ora grazie agli Usa e' un'arena aperta e questo è un beneficio per al Qaida''. "Siamo contro il terrorismo e lo condanniamo", ha aggiunto, ma "dobbiamo cercare di capire le ragioni vere di questo fenomeno pernicioso". Dobbiamo ''dialogare anche con il diavolo, se necessario per capire il terrorismo''.

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