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La farsa dal Brasile

Cesare Battisti scarcerato dal giudice brasiliano: non potrà lasciare la regione di San Paolo

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Cesare Battisti scarcerato dal giudice brasiliano: non potrà lasciare la regione di San Paolo

Il tribunale brasiliano ha concesso la libertà all'ex militante delle Pac, Cesare Battisti, arrestato dopo essere stato catturato al confine con la Bolivia con una grande quantità di denaro. Stando ai suoi legali, Battisti potrebbe lasciare il carcere già dal prossimo venerdì, ma dovrà rispondere regolarmente alle convocazioni in tribunale e non potrà lasciare la regione di San Paolo, sempre se non sparisca nel frattempo.

Il governo del Brasile ha pronto un piano per rimandare in Italia Cesare battisti. A rivelarlo è in esclusiva la testata brasiliana O Globo, secondo cui l'idea è quella di imbarcare battisti su un aereo della polizia federale brasiliana direttamente a Corumbà con direzione Italia. Corumbà, vicino al confine con la Bolivia, è il luogo in cui mercoledì l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) è stato fermato, con l'accusa di violazione delle norme sulle valute straniere e riciclaggio di denaro, mentre si ritiene che stesse provando a lasciare il Brasile. Ci sarebbero però delle condizioni per la realizzazione del piano: innanzitutto il Brasile attende dall'Italia la garanzia che per battisti non ci sarà un ergastolo; e in secondo luogo l'attuazione del piano del governo per l'estradizione dipende da se l'arresto verrà confermato anche dalla Corte suprema federale (Stf), alla quale la difesa di battisti ha presentato ricorso in appello.

L'ex terrorista è stato fermato mercoledì perché in possesso di una consistente quantità di valuta straniera non dichiarata. Ieri il giudice federale Odilon de Oliveira ha confermato l'arresto stabilendo che le circostanze suggeriscono che battisti stesse provando a fuggire in Bolivia "temendo di essere effettivamente" riportato in Italia con l'estradizione, ma la difesa ha presentato appunto ricorso alla Stf chiedendo la scarcerazione. Il giudice ha sottolineato che lo status di residente avrebbe obbligato battisti a informare le autorità della sua intenzione di andare all'estero (ma lui sostiene che si trovava a Corumbà per praticare pesca sportiva e voleva entrare in Bolivia solo per qualche ora per comprare dei vestiti di pelle). La difesa invece, dal canto suo, accusa la polizia federale di avere inserito nel fascicolo "elementi falsi ed esagerati" per creare un clima favorevole all'estradizione; fra i punti contestati, per esempio, la notizia del ritrovamento di tracce di una polvere bianca. Se la Stf emettesse un'ingiunzione, battisti non potrebbe essere imbarcato su un aereo della polizia brasiliana diretto in Italia.

O Globo spiega che da Roma è attesa una dichiarazione formale in cui il governo italiano si impegni a trattare battisti con lo stesso regime detentivo previsto dalla legge brasiliana: in pratica Roma dovrebbe garantire di applicare una pena di massimo 30 anni di carcere, come previsto appunto per il suo caso dall'ordinamento del Brasile, mentre in Italia battisti è stato condannato in via definitiva all'ergastolo nel 1993 per quattro omicidi compiuti negli 'anni di piombo'. Sempre secondo O Globo, il governo italiano "sta preparando questa dichiarazione da allegare alla richiesta formale già presentata al governo affinché il presidente Michel Temer autorizzi l'estradizione", ribaltando così la decisione dell'ex capo di Stato brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che il 31 dicembre del 2010, nel suo ultimo giorno di mandato, aveva dato a battisti asilo bloccando l'estradizione in Italia. Quando l'Italia consegnerà la dichiarazione attesa, spiega O Globo, starà al presidente Temer dare il via libera all'estradizione. Tuttavia, un suo portavoce ha riferito a Reuters che Temer non ha preso alcuna decisione sul caso battisti.

Cesare battisti dopo un'evasione dal carcere di Frosinone nel 1981 è fuggito prima in Francia, poi in Messico e infine in Brasile: qui fu arrestato nel 2007 e, a seguito dell'arresto, l'Italia ne chiese l'estradizione. Nel 2009 la Corte suprema brasiliana aveva autorizzato l'estradizione, ma si trattava di una decisione non vincolante, che lasciava l'ultima parola al capo dello Stato. L'allora presidente brasiliano Lula, appunto, concesse l'asilo politico bloccando l'estradizione. Proprio richiamando il provvedimento di Lula, battisti ha dichiarato giovedì che non ha paura di essere estradato in Italia, nonostante una recente richiesta da parte del governo italiano, perché ritiene di essere protetto da quel decreto e dal "visto permanente" che gli fu concesso.

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Commenti all'articolo

  • primulanonrossa

    07 Ottobre 2017 - 21:09

    ^°@°^ Care autorità italiche e cari magistrati LASCIATE STARE non è roba per voi!!! Maneggiare cose del genere occorre un minimo di AUTORITÀ E CREDIBILITÀ, cose a voi sconosciute, meglio che continuate con lo ius assoreta, finire per bene lo sgombero della casa in legno della 95enne, liberare qualche risorsa che ha ammazzato qualche italiano, ma soprattutto cercare di avviare processi a BERLUSCONI

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  • nellomaceo

    07 Ottobre 2017 - 14:02

    L'Italia è il due di coppe in campo internazionale c.v.d.!Ma siete convinti che il nostro paese può dire la sua nell'UE e nel Mondo?Lasciamo stare siamo molto incazzati per avere questi rappresentanti!!!

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  • esasperata49

    07 Ottobre 2017 - 14:02

    mica scemi questi brasiliani, fino ad oggi nn gli costava nulla x il mantenimento dato che era un libero cittadino anche se è un assassino, adesso che dovrebbero mantenerlo a loro spese in carcere ce lo restituiscono.....ribadisco mica scemi..........

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