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Alla conquista del polo

Guerra dell'Artico: tra le potenze coinvolte c'è anche l'Italia

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Guerra dell'Artico: tra le potenze coinvolte c'è anche l'Italia

nella conferenza stampa di fine 2017 il presidente russo Vladimir Putin ha messo in chiaro che "la ricchezza della Russia crescerà con l'espansione nell'Artico". Dove ormai da anni è in atto una guerra a "bassa intensita" tra gli Stati che affacciano sulla regione (Stati Uniti, Canada, Russia, Paesi Scandinavi) e la Cina, che un affaccio sull'Artico non ce l'ha ma negli ultimi anni ha investito nella regione qualcosa come 80 miliardi di dollari.

La "guerra" ha come obiettivo l'accaparramento delle rotte marine (coi relativi dazi per il passaggio o veti a Paesi sgraditi) e l'accaparramento di risorse naturali, da quelle minerarie a quelle petrolifere e il gas. Con un potenziale illimitato e al quale si sta guardando con sempre più impazienza se è vero, come dichiara su La Stampa Davide Tabarelli di Nomisma Energia, che "tra due anni il petrolio nel mondo tornerà a mancare perchè la domanda cresce più dell'offerta di shale oil".

E tra gli attori che stanno intervenendo nell'Artico c'è anche l'Italia attraverso Eni, che da qualche mese ha iniziato le trivellazioni alla ricerca del greggio su Spy Island, nell'estremo nord dell'Alaska in una località che si chiama Oliktok Point. Il greggio non è ancora stata pompato, ma all'Eni sono pressochè certi di trovarlo perchè l'isola si trova poco distante dalla costa in una regione il cui sottosuolo è ricchissimo di petrolio. La capacità sarà di 20mila barili al giorno.

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