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Cosa può accadere al vertice

Immigrazione, il piano osceno di Merkel e Macron: Italia fuori da Schengen, verremo invasi dagli immigrati

27 Giugno 2018

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Emmanuel Macron, Angela Merkel

Tra poche ore, domani, giovedì 28 giugno, inizierà a Bruxelles l'attesissimo vertice europeo: all'ordine del giorno, in teoria, la soluzione dell'emergenza-sbarchi. In teoria. Perché come spiega il Corriere della Sera, il vero obiettivo è "salvare Angela Merkel", il cui governo rischia il tracollo proprio per l'emergenza rifugiati. Il timore dei burocrati di Bruxelles è che con la sua caduta, in Europa, si alzi ancor più forte il vento del sovranismo e la richiesta di sbarrare le frontiere.

La Merkel rischia davvero. Si pensi che Horst Seehofer, il ministro dell'Interno della Csu bavarese, le ha dato un ultimatum: ha pochi giorni per ottenere un accordo che autorizzi la Germania a respingere alla frontiera i richiedenti asilo già registrati altrove nell'Unione europea. In gran parte, ovviamente, si tratta di persone che arrivano dall'Italia. Senza una soluzione, la Merkel potrebbe cadere.

È chiaro, dunque, come il vertice sarà tesissimo. Da un lato l'Italia che con il premier Giuseppe Conte, chiede la revisione dei trattati e una divisone equa tra immigrati e richiedenti asilo. Dall'altro, il colosso tedesco il cui primo obiettivo, di fatto, è ottenere la possibilità di lasciare in Italia tutti i richiedenti asilo: la Merkel ha bisogno di ottenere che il governo di Roma si impegni a riaccogliere con consenso automatico chi viene fermato in Germania dopo aver presentato richiesta d'asilo in Italia. Difficile, considerando la linea durissima imposta dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Uno spiraglio si potrebbe aprire solo se la Germania e gli altri Paesi si impegnassero a superare il sistema esistente, che relega la responsabilità per ogni richiedente asilo al primo Paese in arrivo nella Ue (pochi minuti fa, alla Camera, Conte è stato netto sul punto). Richiesta sacrosanta, poiché da anni l'obbligo legale di salvare in mare i migranti grava quasi unicamente sull'Italia. Il punto, però, è che né Merkel né Emmanuel Macron sarebbero orientati a cedere sul punto: per loro, il sistema deve restare quello previsto dal trattato Dublino III, che consegna gli irregolari al paese di primo ingresso.

Un vertice, un negoziato ad altissima tensione. Merkel e Macron, semmai, sono disposti a concedere ulteriore appoggio finanziario e logistico, lasciando però a noi gli immigrati. Insomma, il piano perfetto per fregarci. Ancora. Così, Conte, aggiunge il Corsera, potrebbe porre un veto sull'obbligo di gestione delle richieste d'asilo. Un atto formale che però porterebbe a poco. Sullo sfondo resta una terza e improbabile via, proposta dall'Unhcr: un piano di accoglienza dei richiedenti in Paesi terzi come Tunisia o Algeria e di centri di filtraggio lungo le rotte del Sahara; un piano che preveda indennizzi per chi accetta il rientro.

Se non si trovasse alcun tipo di accordo, la Merkel avrebbe a sua disposizione uno strumento estremo con cui salvarsi dalla Csu e, dunque, salvare il suo governo e sopravvivere politicamente: tagliare l'Italia fuori da Schengen. Un'opzione con cui tappare le nostre frontiere e farci esplodere a suon di immigrati. Un'opzione che, ovviamente, avrebbe ripercussioni drammatiche per la tenuta dell'Unione europea.

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