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Il caso

Pussy Riot, Nadia trasferita in Siberia. Il marito: "E' una punizione"

Aveva denunciato le condizioni infernali dei campi di lavoro, senza pensare alle conseguenze. Il rappresentante diritti umani però rassicura: "Ora sta bene e mangia"

Pussy Riot, Nadia trasferita in Siberia. Il marito: "E' una punizione"

Il 2 novembre il marito ne aveva denunciato la scomparsa. Oggi la notizia: Nadezhda Tolokonnikova, una delle Pussy Riot condannate a due anni di prigione per la protesta contro Putin inscenata nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, è stata trasferita in un campo di lavoro in Siberia, a oltre 4.500 chilometri dalla capitale russa. Ad esserne sicuro è il marito, Piotr Verzilov, che lo scrive nei 140 caratteri di Twitter, precisando che "è in corso il trasferimento". Di solito questi spostamenti avvengono in treno lungo la Transiberiana, e durano diverse settimane.

Tolokonnikova aveva iniziato a settembre uno sciopero della fame per protesta alle condizioni di lavoro forzato del carcere in Mordovia in cui si trovava.  La sua protesta era stata interrotta quando, per le sue condizioni di salute era stata ricoverata in ospedale, ottenendo dalle autorità la promessa di un trasferimento. Secondo il marito, Nadia "è stata trasferita lontano come punizione per l'eco che ha avuto la sua lettera" in cui denunciava violenze e violazioni dei fondamentali diritti umani. Una vera e propria deportazione, quindi, che dà un'idea del clima che ancora vige nella Russia di Putin. Il rappresentante per i diritti umani della Russia, Vladimir Lukin, ha comunque assicurato che le condizioni di salute di Tolokonnikova sono soddisfacenti e che è sotto controllo medico. "Sta mangiando e dicono che la sua salute sia accettabile". Resta reclusa in isolamento, ha aggiunto Lukin, per ragioni legate alla sua sicurezza.

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Commenti all'articolo

  • ectosilver

    09 Novembre 2013 - 11:11

    Volendo imitare Putin , nel Bel Paese, si potrebbero riaprire miniere attualmente improduttive, dove indirizzare varia gentaglia in libera circolazione , a causa del lassismo sociale e della giustizia "a senso unico", concentrata solo nel perseguire reati che abbiano visibilità mediatica, ma non a punire chi delinque , in generale.

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  • franziscus

    06 Novembre 2013 - 18:06

    magari che l' avessimo anche noi uno come lui !

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  • xulxul

    06 Novembre 2013 - 09:09

    Altro che amnistia e indulto... La politica carceraria dovrebbe essere improntata al discorso di "benvenuto" del direttore del carcere della Caienna agli ospiti nel memorabile film Papillon. Tutto qui.

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  • brutus

    06 Novembre 2013 - 09:09

    Chi compara le carceri russe attuali, con i gulag di Stalin: o' é profondamente ignorante, oppure in malafede. Se quella pulzella assatanata avesse fatto la stessa cosa con Stalin, si sarebbe beccata cinquant'anni di lavori forzati in Siberia, il marito avrebbe perso il lavoro ed i figli la scuola. Magari avessimo anche noi un Putin.

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    • gianko

      27 Marzo 2014 - 14:02

      ma da appassionato di Storia aggiungo che un "ebreo, polacco, comunista" (non gli mancava proprio niente x essere 'amato' dai nazisti ) dopo aver assaggiato sia i lager che i gulag siberiani/stalinisti e d essere sopravissuto ad entrambi (doveva aver un fisico bestiale) lasciò detto che i gulag erano peggio dei lager.. quindi..

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