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La protesta

Appello del presidente ucraino alla Ue
"Rivediamo accordi , pronti al dialogo"

Scontri con le teste di cuoio: migliaia i feriti. Barroso: ma i patti per l’associazione di Kiev non cambiano Migliaia di dimostranti assediano palazzi del governo

Appello del presidente ucraino alla Ue
"Rivediamo accordi , pronti al dialogo"

Gli attivisti del partito ucraino nazionalista hanno occupato piazza Maidan,  diventata cuore della protesta a favore dell'Unione Europea. Sono più di 100.000 i manifestanti che hanno occupato il municipio di Kiev, sfidando il divieto del governo che ha proibito i cortei in centro. Alcuni manifestanti sono rimasti feriti negli scontri con i Berkut, le teste di cuoio ucraine che hanno attaccato i ribelli a colpi di manganellate. Sarebbero una centinaia gli agenti feriti negli scontri scoppiati in via Bankovskya, dove si trova la sede presidenziale. Nonostante il divieto di manifestare fino al 7 gennaio, in Ucraina migliaia di oppositori, tra cui molti giovani,  stanno protestando contro la decisione del presidente Viktor Ianukovich di arrestare la firma di un accordo di associazioni con l'Unione Europea. Il ministro dell'interno ucraino, Vitaly Zakharchenko, ha avvertito che se ci saranno ancora disordini le forze di sicurezza reagiranno: "Non siamo la Tunisia o la Libia", ha spiegato alludendo alle rivolte arabe che hanno deposto i regimi dei due Paesi africani. Contro le decisioni del governo si sono scagliate anche le Femen, le belle e giovani attiviste che hanno protestato a seno nudo nella zona della Pecherska Lavra, in un antico monastero medievale, tra i monumenti più importanti di Kiev. Una delle bionde attiviste travestita da morte, con una corona di fiori in testa, teneva in mano una falce e sul corpo aveva scritto «Morte alla dittatura».

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    03 Dicembre 2013 - 18:06

    ma purtroppo la natura si è rifatta sulle loro teste, che sono quasi vuote e quel poco che c' è è tarato.

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  • claudionebridio

    03 Dicembre 2013 - 09:09

    Le Femen, radical-femministe strumento del laicismo massonico europeo e burattini usati per destabilizzare la società in nome delle ideologie marxiste ed engeliane non possono dare lezioni di libertà a nessuno: sono pagate dalla massoneria europea e da criminali come George Soros (profumatamente a migliaia di euro, come le puttane) per segare le croci sui monumenti alle vittime di Stalin e per bestemmiare nelle chiese. Il peggio del peggio, altro che "araldi di libertà"!

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