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Proteste anti-Ahmadinejad

I morti in Iran salgono a 7

Proteste anti-Ahmadinejad
Ancora sangue in Iran, dopo le contestate elezioni presidenziali che hanno riconfermato Mahmud Ahmadinejad alla guida del paese per un altro quadriennio. Almeno sette civili sono stati uccisi a Teheran durante le manifestazioni di contestazione organizzate ieri dai sostenitori dell'opposizione guidata da Mir Hossein Mousavi. Lo riferisce la radio ufficiale, Radio Payam, spiegando che vi è stato uno scontro tra un gruppo di manifestanti e alcune unità speciali dell'esercito. La tensione nel paese è ulteriormente salita dal momento che i sostenitori di Ahmadinejad hanno reso noto di voler indire a loro volta dei cortei, per dar sostegno al discusso leader. Un'eventualità, questa, che innalzerebbe ulteriormente il fattore di rischio nelle strade: «Ci sarà una manifestazione nella piazza per protestare contro la recente agitazione e distruzione della proprietà pubblica alle 13.30 (ora italiana) in piazza Vali Asr», si legge in un comunicato dei sostenitori di Ahmadinejad. Nel frattempo il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani ha affermato che «il ministero dell'interno è responsabile e deve rispondere» dei violenti attacchi contro gli studenti e contro gli abitanti di una cittadina a nord di Teheran. Lo riferisce l'agenzia Ilna. «Che significa - ha detto Larijani - che vengano attaccati i dormitori degli studenti nella notte o che alle 2.30 del mattino si attacchi una città residenziale e che si disturbi la tranquillità degli abitanti? Il ministero dell'Interno è responsabile e deve risponderne».

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