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Iran, i Guardiani lanciano l'accusa

"Disordini colpa dei nemici dell'Islam"

Iran, i Guardiani lanciano l'accusa
Mentre i sostenitori di Moussavi tornano per le strade di Teheran, i Guardiani della Rivoluzione attaccano i manifestanti: "I disordini sono creati da nemici dell'Islam". Anche la morsa sui contestatori si fa sempre più stretta. Ebrahim Yazdi, una delle voci liberali dell'Iran, presidente del Movimento per la libertà, è stato prelevato dalle autorità mentre si trovava in opedale per dei controlli visto che è malato di tumore. Lo riferiscono alla Cnn i familiari di Yazdi, che vivono negli Stati Uniti. “Sapevamo che questa era una possibilità”, ha dichiarato alla Cnn la figlia dell'attivista, Lily Yazdi, che vive in California.
La donna ha ricordato che solo il giorno prima le autorità iraniane avevano arrestato suo zio Mohandas Tavassoli, anche lui coinvolto nel Movimento per la Libertà in Iran, e ha riferito il racconto di sua madre su un'incursione di paramilitari Basij nella loro casa a Teheran. Intanto questa mattina i dissidenti tornano in piazza con una manifestazione che parte alle 9,30, ora italiana, davanti alla sede delle Nazioni Unite nella capitale, un'altra alle 11.30 vicino al gran bazar.
E le manifestazioni di dissenso non si fermano qui: l'Associazione dei religiosi combattenti, che rappresenta il clero riformista iraniano, ha chiesto al prefetto di Teheran di organizzare una marcia, a cui parteciperà anche l’ex presidente riformatore Mohammad Khatami, sabato prossimo dalle 16 alle 19 da piazza Engelab a piazza Azadi. I sostenitori di Hossein Mussavi, candidato presidente sconfitto da Mahmud Ahmadinejad e definito dal New York Times “un uomo dell’apparato diventato agitatore”, continuano le manifestazioni di protesta e intanto hanno scelto il nome con cui identificarsi, "I cespugli".
Durante la proteste di oggi
Hossein Mussavi, anche lui in nero per ricordare le vittime di questi giorni, ha preso la parola davanti a decine di migliaia di manifestanti: oltre agli slogan, il candidato presidente sconfitto alle elezioni del 12, ha mostrato alcune foto con il volto insanguinato di alcuni dei sette morti di lunedi. nel frattempo ha preso il via anche un'altra forma di protesta: lo slogan "Where is my vote", dov'è il mio voto, è apparso su moltissime banconote in circolazione.
Sul sito where-is-my-vote.blogspot.com è stata anche creata una pagina ad hoc per sostenere la nuova forma di protesta.

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